Processo bis per l’ex presidente del consiglio comunale di Torre del Greco

processo luigi russo

Dovrà comparire a ottobre davanti ai giudici della IV sezione della corte d’appello di Napoli: nuovo processo per l’ex presidente del consiglio comunale Luigi Russo, finito alla sbarra nell’ambito dell’inchiesta sul disinvolto utilizzo dell’auto blu del Comune per i viaggi «personali» e non «istituzionali» a Roma.

A quattro anni dal verdetto di primo grado è stato, infatti, fissato il secondo round giudiziario per l’ex braccio destro del sindaco Valerio Ciavolino: in primo grado – a luglio del 2009 – Luigi Russo fu condannato a quattro anni di reclusione per truffa, peculato e falso nonché all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Una vera e propria stangata che rischia di mettere in serio pericolo la carriera politica dell’ex capo dell’assise cittadina – sceso in campo alle elezioni del 2012 al fianco di Nello Formisano, a sostegno della candidatura del «sindaco della legalità» Gennaro Malinconico – pronto a impugnare il verdetto per ribaltare la sentenza in secondo grado.

Un secondo grado che vedrà – come già accaduto per il processo davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata – il Comune nelle vesti di parte civile: a luglio del 2009, infatti, Luigi Russo fu condannato anche al risarcimento dei danni in favore dell’ente di palazzo Baronale e al pagamento delle spese per 4.500 euro. Prima delle dimissioni-bis, il sindaco ha portato in giunta il provvedimento con cui si affida – al costo di 2.000 euro – all’avvocato Giuseppe De Angelis il compito di difendere gli interessi del Comune.

L’inchiesta a carico di Luigi Russo nacque dopo una denuncia presentata dall’allora esponente della Margherita Ciro Oliviero che avviò le indagini della guardia di finanza sotto la guida del pubblico ministero Silvio Pavia. Truffa, peculato e falso le ipotesi di reato che portarono Luigi Russo prima all’iscrizione nel registro degli indagati e poi al rinvio a giudizio. Al termine di un processo che vide coinvolti come testimoni anche l’ex sindaco Ciro Borriello e l’onorevole Vincenzo Nespoli – il pm Silvio Pavia invocò una pena di due anni e mezzo. Invece, il collegio presieduto dal giudice Maria Rosaria Aufieri decise di utilizzare il pugno di ferro dopo la dura requisitoria dell’accusa: «I viaggi a Roma di Luigi Russo – la sintesi della discussione del pm- non erano di natura istituzionale, bensì personale: l’ex presidente del consiglio comunale si recava nella capitale per sostenere i suoi esami universitari alla San Pio V. E pure nel caso in cui successivamente Luigi Russo avesse incontrato i suoi referenti politici, restano secondo quanto confermato da diverse sentenze della Cassazione gli estremi per i reati di peculato, truffa e falso».

Una tesi che adesso l’ex presidente del consiglio comunale di Valerio Ciavolino cercherà di ribaltare davanti alla IV sezione della corte d’Appello di Napoli.

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