Napoli. Svelati i codici cifrati sui muri: ecco come la camorra stabilisce chi comanda

Che la camorra avesse un linguaggio in codice era cosa già ampiamente ipotizzata dalla Dda di Napoli, ma ancora molto oscura. Ora, dopo mesi di analisi, commenti, domande ad informatori e collaboratori di giustizia, si è arrivati alla decodificazione dei codici utilizzati dai clan, soprattutto da quelli delle varie paranze che oggi detengono il comando dei vari rioni di Napoli.

Questi codici, scrive Il Corriere del Mezzogiorno, che altro non sono che scritte sui muri, servono a marcare il territorio per ribadire di chi è il potere in quella determinata zona della città. Ecco quindi che quei 17, quei 6.2 e quei 6.17, non appaiono più come scarabocchi sparsi ma come un vero e proprio messaggio trasversale.

Ma cosa c’è dietro questi numeri? Semplice, ma allo stesso tempo ingegnoso: la camorra, infatti, associa la progressione delle lettere alfabetiche ai numeri, in modo da ricreare in caratteri alfanumerici il risultato che vuole ottenere. Ecco che il numero “17” indica il clan Sibillo, perché la S è la 17esima lettera dell’alfabeto (escludendo J e K); il numero 6.2 rimanda alla Famiglia Buonerba, con F e B rispettivamente sesta e seconda lettera dell’alfabeto.

E così via. Ai Decumani, alla Sanità, a Forcella, all’Avvocata, in tutti i rioni di Napoli campeggiano scritte di questo tipo e il procedimento per “leggerle” è sempre lo stesso.

Ma in codice ci sono anche scritte destinate ai clan rivali, come quelle apparse al rione Sanità (nelle zone considerate sotto l’influenza delle famiglie Esposito- Spina-Genidoni, ossia i “barbudos”, e del clan Vastarella), dove campeggia più volte la tag “Anti32”. Bene, rispolverate la conoscenza della smorfia napoletana: il numero 32 rappresenta il capitone, ossia il clan Lo Russo, in guerra sia con i Barbudos che con i Vastarella. Tutto torna.

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