Sepe dopo il miracolo: “Basta indifferenza, aiutiamo i più deboli anche a Napoli”

Dopo aver annunciato il miracolo avvenuto di San Gennaro, il cardinale Crescenzio Sepe ha tenuto il suo discorso davanti ai fedeli: “Anche quest’anno il Signore ha voluto mostrare la sua benevolenza, volendo che il sangue si sciogliesse nel giorno del martirio di San Gennaro, avvenuto il 19 settembre del 305, verso l’attuale Solfatara di Pozzuoli, proprio in questi giorni protagonista di una drammatica vicenda che ha distrutto quasi un’intera famigia di turisti.

“Ora è momento di preghiera per riflettere e vivere la nostra condizioni di fedeli e cittadini. Viviamo un periodo disastroso e doloroso, e a tale riguardo non possiamo non ricordare il luttuoso terremoto ad Ischia e i devastanti incendi che hanno causato vittime all’economia e alla natura. Eventi drammatici che non ci hanno lasciato in pace, come i lampi di guerra che nel mondo minacciano la pace da più fronti. Questo va messo al centro anche della nostra preghiera al santo patrono, affinché apra le menti e i cuori di chi ha nelle mani il potere di scrivere la storia con le sue decisioni, e soprattutto la cronaca triste e disarmante dei nostri giorni”.

Poi un messaggio ai napoletani: “Anche qui a Napoli, ai nostri fratelli più poveri, senza alcuna distinzione, si riflette il nostro desiderio di pace. E’ arrivato il momento di pensare a cosa si può fare per gli altri e la città. Apriamo le porte del nostro cuore, riscopriamo la vocazione all’accoglienza, all’ospitalità, usciamo da indifferenza ed egoismo, affidiamo l’attenzione all’immigrato, allo straniero, ma anche al barbone o a quel vicino di casa che si nasconde per vergogna o mancanza di lavoro. Dio ci benedica e a Maronna v’accumpagn”.

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