Campi Flegrei, le camere magmatiche sono due: “C’è un’anomalia termica, ma…”

I Campi Flegrei


Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports, in cui sono state rivelate novità importanti sui Campi Flegrei, ossia la probabile individuazione della camera magmatica del supervulcano, ad una profondità di 4-4,5 km a nord-ovest e sud-est, in mare aperto a Pozzuoli, in una zona asismica.

Come scrive oggi Il Mattino, in realtà le camere magmatiche sarebbero almeno due, e una di queste si troverebbe tra gli otto e i nove chilometri di profondità, e potrebbe aver alimentato le eruzioni storicamente più gravi dell’area flegrea.

Al momento, comunque, assicura il ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano, Stefano Carlino, non ci sarebbe alcun rischio di esplosione: “In questo momento per gli abitanti dell’area non c’è alcun pericolo, ma il nostro monitoraggio verrà ulteriormente approfondito. Le energie sismiche sono ancora troppo basse per essere considerate pericolose e quindi non crediamo sia possibile una eruzione a breve termine. I nostri strumenti tuttavia mostrano una certa anomalia termica ed un incremento di alcuni gas presenti nel sottosuolo. Questo significa che dobbiamo intensificare le indagini attualmente in corso, per capire se questi segnali derivano da attività magmatiche o ad un disturbo geotermale più superficiale e quindi poco rischioso”.


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