Sparatoria di Chiaia, il ragazzo che ha sparato: “E’ stata un’azione punitiva”

La polizia comincia a fornire ulteriori chiarimenti sulla terribile notte a via Chiaia, tra sabato e domenica, che è stata palcoscenico di una terribile sparatoria coinvolgendo sei persone, che per fortuna ne sono usciti solo feriti.

Già dai primi riscontri ed ipotesi costruite sulla dinamica del fattaccio, si era già supposto un possibile regolamento di conti tra band rivali. Una conferma che arriva proprio da uno dei protagonisti, il ragazzo che ha sparato i sei colpi.

A riportare le dichiarazioni del giovane e potenziale assassino è il Corriere del Mezzogiorno. Un ventenne incensurato e con un lavoro stabile, ma da un retaggio familiare non di certo tranquillo e “normale”, dato che il padre del giovane residente a Fuorigrotta, è attualmente in galera a causa di vari contatti con associazioni camorristiche.

E’ stato proprio il ragazzo a fornire ulteriori delucidazioni che hanno portato gli inquirenti a confermare che non è stata una semplice bravata ma un’azione punitiva contro di lui, grazie alle informazioni confidate agli amici.

Il giovane ha ammesso di aver sparato dopo essere stato aggredito dal gruppo di giovani originario di San Giovanni a Teduccio, i quali si sarebbero scagliati sul ragazzo procurandogli ferite con un coltello alle gambe e all’addome dopo avergli colpito violentemente la testa con il calco di una pistola, per questo motivo sarebbe nata l’insana sparatoria.

Di certo la Dda di Napoli ha aperto un’indagine, perchè è chiaro che dietro si nasconde qualcosa di più grande e più articolato, inerente ad un regolamento di conti per un possibile controllo del traffico di droga sulle piazze.

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