Napoletani scomparsi in Messico, indagati 33 poliziotti locali

Novità importanti sulla vicenda dei tre napoletani scomparsi in Messico. Questa mattina vi abbiamo riportato la notizia di una possibile nuova pista legata alla malavita dell’America latina. Dalle agenzie di stampa si apprende che la magistratura messicana ha avviato indagini per verificare se la polizia sia coinvolta nella scomparsa dei tre napoletani: Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino.

Il procuratore dello Stato di Jalisco, Raul Sanchez, ha dichiarato in una conferenza stampa che i 33 agenti della polizia locale di Tecalitlan saranno trasferiti nel capoluogo Guadalajara e che saranno altri agenti di polizia dello Stato a garantire la sicurezza dei 16.500 abitanti di Tecalitlan.

Il segretario del governo di Jalisco Roberto Lopez Lara ha detto che si “sta facendo tutto il possibile per individuare i tre italiani“. Un’ipotesi sotto analisi dalla procura di Jalisco è che i tre italiani vendessero attrezzi di fattura cinese: per il procuratore generale Raul Sanchez Jimenez, si dedicavano probabilmente “alla vendita di impianti di saldatura e diversi strumenti, apparentemente prodotti contraffatti di marchi prestigiosi che vendevano come originali“.

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