Don Barone, una 15enne racconta: “Mi svegliavo con il sangue. Quello che faceva…”

don barone

Vanno avanti le indagini su don Barone, il sacerdote che si trova in carcere per maltrattamenti e lesioni durante gli esorcismi operati. Sulla vicenda si raccolgono ancora nuove testimonianze come quella di Renata (nome di fantasia), riportata dal Corriere del Mezzogiorno.

Io ho sempre provato repulsione per i sacerdoti, in particolare verso di lui. Mi mettono in macchina e andiamo a Casapesenna da questo sacerdote. Quindi lui sale in macchina, fa… Non so che cosa fa, però quando mi risveglio mi ritrovo con il sangue addosso“. I ricordi sono confusi, ma allo stesso tempo Renata riesce ad esprimere anche la sua gratitudine: “Dopo questa benedizione sì, stavo meglio molto meglio. Poteva darsi anche che mi avesse picchiato, mi avesse preso per i capelli, però io quando mi riprendevo non li sentivo i dolori, io stavo benissimo“.

Renata è una ragazzina di 15 anni che secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha subito gravi sevizie da parte del sacerdote. Tanta la confusione, come detto, che è emersa dal colloquio con il pm Daniela Pannone, lo scorso 26 febbraio, per una ragazza che ha espresso sentimenti contrastanti verso il prete: “Mi ha sempre spiegato tutto, solo che io non lo volevo stare a sentire, ma mi ha sempre spiegato tutto, ogni cosa che faceva non lo faceva senza il mio consenso. A tagliarmi i capelli me l’ha chiesto molti giorni prima, forse, che io lo accettassi“.

La ragazza si è ritrovata a contatto con don Barone perché, a seguito dei numerosi problemi psicofisici, è stata considerata, anche dai genitori che hanno sospeso le cure mediche, indemoniata e fa tanta fatica nel ricordare quello che le è accaduto, anche perchè non  vuole ricordare: “Secondo me, anche per le cose che facevo, è meglio non ricordare. Cioè, perché io ho visto i video ed è meglio non ricordare. Cioè c’erano cose che, secondo me, mi danneggerebbero solamente a livello psichico. Non voglio ricordare i minimi particolari, cioè quello che facevo durante queste benedizioni… Erano cose brutte“.

Il sacerdote è in carcere e per i prossimi 10 e 17 aprile è stato fissato l’incidente probatorio, con le testimonianza di una delle due sorelle della ragazzina e due donne che sostengono di essere state molestate sessualmente. Per lui anche l’aggravante di lesioni permanenti, per un orecchio deformato a pedate: “Mi hanno messo questa… Mi hanno poggiato questa reliquia sull’orecchio ed immediatamente si è sgonfiato, infatti io mi svegliai con l’orecchio gonfio e rosso e pieno di sangue. Cioè non è che era pieno di sangue, ma era come se uscisse pus da dentro… Dopo essermi svegliata no, però a casa, mentre mi facevo la doccia, mi sentivo il livido, andavo a vedere e mi stava comparendo… Non è fantasia, non è immaginazione, però io lo vedevo“. Lividi e ferite che la ragazza non sa spiegarsi e che non le sono mai stati spiegati, anche perchè non venivano curati.

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