Louis Vuitton e operazioni inutili: così si facevano corrompere i medici di Milano

Morto in ospedaleScandalo nella rinomatissima ed efficientissima sanità lombarda, soprattutto quando viene comparata a quelle delle regioni meridionali. Una Tangentopoli che ha travolto quattro primari (due dell’ospedale Galeazzi e due del Pini), il direttore sanitario del Pini – considerato un’eccellenza della sanità regionale – e un imprenditore. Indagato anche Gustavo Cioppa, ex magistrato ed ex sottosegretario alla Regione Lombardia quando il presidente era il leghista Roberto Maroni. Per Cioppa le ipotesi di reato sono favoreggiamento e abuso d’ufficio.

In cella, tuttavia, è finito solo l’imprenditore titolare di una ditta specializzata in apparecchiature sanitarie. I medici e il direttore sanitario sono ai domiciliari. L’inchiesta è nata dal filone che, l’anno scorso, ha portato nell’occhio del ciclone Norberto Confalonieri, primario del Pini che dovrà affrontare un processo.

Il meccanismo della corruzione è stato ricostruito dagli investigatori della Procura di Milano, che hanno evidenziato un presunto giro di favori che coinvolgeva dirigenti sanitari, imprenditoria e politica.

Tra le accuse, quella gravissima di un’infezione inventata per operare un paziente del tutto inutilmente. I primari, in cambio di favori e regali di lusso, avrebbero garantito a un imprenditore di una ditta che produce macchinari medici l’adozione nei rispettivi dei suoi macchinari:

“Il Pini è l’ospedale più facile del mondo! (…) perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!”

Secondo un’altra intercettazione, resa nota da Repubblica Milano, un medico avrebbe confessato alla moglie che la borsa Luis Vuitton che aveva regalato alla loro figlia, in realtà, l’aveva ricevuta in regalo a sua volta. Alla donna che si lamentava dell’eccessiva spesa, infatti, avrebbe risposto: “La Vuitton ce la regalano”. “La Vuitton non ti piace? (…) È possibile che me lo regalino (…) e allora c…. non mi rompere i co…..!”

Tra gli altri regali ci sarebbero inoltre un cesto di Natale da mille euro, uno stage per la figlia di un primario nella ditta dell’imprenditore finito in manette, pagamento spese per un congresso a Parigi, una consulenza da 30mila euro, il pagamento delle spese per un’intervista in Rai.

Tutto ciò è emerso grazie all’esposto di un anonimo datato febbraio 2017: “All’interno dell’azienda Pini-Cto vengono spartiti soldi pubblici in modo clientelare, che dovrebbero servire invece per il bene della popolazione (…) le ditte fornitrici sono sempre le stesse ed i regali per alcuni primari e la direttrice sanitaria sono sempre più costosi”.

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