Falsi miti su Napoli. Ecco quali sono e come sono stati sfatati

Napoli

In fatto di stereotipi e pregiudizi, Napoli sembra non avere rivali. Vittima designata per eccellenza, nel corse dei secoli, ha attirato su di sé una lunga serie di falsi miti oramai duri a morire.

Nell’opinione pubblica troppo spesso fomentata dai media– sembra essersi pian piano innestato l’immaginario di una Napoli sporca, puntualmente sommersa da valanghe di spazzatura maleodorante, pericolosa (soprattutto per i turisti) e truffaldina.

Chi di voi non ha sentito dire almeno una volta, con innocenza o malafede “Si sa, a Napoli funziona così” !?. Come se Napoli fosse stata deputata ad assurgere al di ruolo di città ribelle, dove inciviltà, illegalità e sporcizia vengono tollerate da cittadini e istituzioni perché parte integrante di una cultura imbrogliona e arretrata.

E se le cose non stessero propriamente così? Quante di queste dicerie sono in realtà falsi miti? Ci ha provato TELECLUBITALIACH98 a sfatare le innumerevoli dicerie che, da anni, contribuiscono a rinvigorire un’immagine della città, distorta e tendenziosa.

Ad esempio la sicurezza. Da sempre Napoli viene dipinta come “città simbolo” del crimine e della malavita. A Napoli ci sono troppi “mariuoli”. Eppure nella classifica stilata da Trip Advisor sulle città turistiche più pericolose, Napoli non c’è. Non compare neppure negli ultimi posti. Secondo il portale di viaggi a detenere il primato la città di Barcellona, seguita da Parigi e Roma. Ma nessuno si preoccupa di dirlo ai turisti che scelgono di visitare proprio quelle capitali, mentre per chi viene a Napoli esistono veri e propri decaloghi per mettersi in guardia dai pericoli.

Altra falsa credenza riguarda le RC Auto. Da anni veniamo sbattuti in prima pagina con l’accusa di essere un popolo di truffatori incivili, per questo motivo multati dalle assicurazioni che riservano, a noi napoletani, premi e tariffe da capogiro. Ma alcune statistiche da poco pubblicate mettono in evidenza un’altra realtà, molto differente da quella comunemente conosciuta. A Napoli si fanno meno incidenti che al nord. Le cifre parlano chiaro, 17.000 incidenti in Campania, contro i 34.000 dell’Emilia Romagna e, addirittura, i 65.000 della Lombardia.

E con la storia dei rifiuti? Anche qui ci ci sarebbe tanto da dire! Innegabile l’esistenza del “problema spazzatura” che, ciclicamente, ci fa finire in prima pagina mentre le immagini di una Napoli letteralmente fagocitata dai rifiuti fa il giro del mondo. Ma anche in tal senso sembrano esserci buone notizie. Sapevate infatti che in Campania sono sempre più numerosi i comuni che si impegnano nel riciclo e nella raccolta differenziata? Ben 53 comuni ricicloni in Campania contro i 10 del Lazio, i 21 della Toscana e i 22 dell’Emilia Romagna.

Alla luce dei numeri appena pubblicati sorge spontaneo chiedersi il perché di tanto accanimento mediatico contro Napoli e i napoletani, anche se la risposta forse è più semplice del previsto. Ogni società ha bisogno di un capro espiatorio su cui riversare malesseri, fallimenti e paure e in tal senso Napoli sembra perfetta per divenire capro espiatorio indiscusso di un’Italia intera.

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