Maria Rosaria, premiata da Mattarella: “Mi impegnerò per trasmettere messaggi positivi”

Foto di Lucia Bolognino, Facebook

Maria Rosaria Coppola ieri è stata investita del titolo di eroe civile dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La donna lo scorso novembre è diventata famosa per aver difeso in circumvesuviana un immigrato aggredito verbalmente da un uomo razzista. Maria Rosaria senza paura lo ha affrontato, minacciandolo anche di “scassargli l’ombrello in testa”. E il video girato sul web, registrato da un altro passeggero presente in treno è diventato subito virale.

Così Maria Rosaria è diventata un’eroina “per il coraggio e lo spirito d’iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di un’aggressione razzista”. La donna durante la cerimonia era davvero emozionata e al tempo stesso orgogliosa di questo riconoscimento e come ha riferito a Repubblica.it: “Adesso mi impegnerò ancora di più. Se la difesa di quel ragazzo in treno è capitata per caso, ora non potrò mai più voltarmi dall’altra parte. Tutti abbiamo il dovere di comportarci bene, ma il presidente Mattarella ci ha investito di una responsabilità più grande: ha individuato in noi persone che possono trasmettere un messaggio positivo”.

Ma per Maria Rosaria, difendere una persona in difficoltà è parsa dal primo momento una cosa più che normale: “Sono sincera– come ha dichiarato- credo proprio che io non meritavo tanto onore per questo gesto, ma lui, il presidente Mattarella, mi ha detto di non sminuire il mio gesto, che sono stata davvero in gamba”. 

Anche perchè il nostro Paese è costantemente protagonista di episodi di intolleranza razziale, anche se Maria Rosaria è fiduciosa: “Ritengo infatti che spesso, più che razzismo, ci troviamo di fronte a episodi generati da un mix di stupidità e di intolleranza. Ma per fortuna le persone per bene sono di più, sono tante, la maggioranza e noi dobbiamo lavorare su quello”.

Al termine della sua intervista la donna ricorda il padre: “Quando ho visto la sala, la cerimonia, tutto quanto, ho pensato subito a mio padre. Sarebbe stato fiero di me, dell’educazione che mi ha dato”.

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