Usura al 1000% nel Vesuviano

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Smantellata una cricca di usurai che in Campania, Lazio, Umbria, Calabria, Friuli, applicava tassi fino al 1800 per cento. Dalle indagini è emerso che addirittura uno dei destinatari della misura cautelare, Ludovico Lamberti, di 37 anni, aveva indotto la figlia, alunna di una scuola elementare, a minacciare la maestra, pesantemente indebitata. Queste le parole che la piccola (ovviamente non imputabile) ha rivolto all’insegnante, costringendola a ritrattare le deposizioni rese alla polizia giudiziaria: «Maestra, a proposito, ti voglio dire che papino ti vuole bene, ti saluta e mi ha detto che ti devo dire che nella cella con lui c’è anche Roberto la carogna»; «Maestra, stai proprio inguaiata, papà ti manda tanti saluti, statevi attenta».

La donna, oltre a lavorare in una scuola elementare, gestisce una galleria d’arte assieme al marito e alla figlia; proprio questa attività l’aveva fatta trovare in ristrettezze economiche dopo aver subito una truffa, inducendola a rivolgersi alla banda di usurai per avere denaro in prestito. Il suo contatto iniziale è stato un altro degli arrestati, Francesco Carotenuto, padre di un’ex allieva della maestra.

I proventi delle estorsioni venivano investiti in società fiduciarie. Le Fiamme Gialle di Napoli hanno arrestato 13 persone. Nell’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, sono stati impiegati oltre cento finanzieri. Tra gli indagati risulta coinvolto anche un dirigente bancario, responsabile di prestiti con tassi di interesse compresi dal 300% al 1000% annuo.

IL PIZZO GIORNALIERO – In alcuni casi applicavano tassi usurai sui singoli giorni di ritardo nei pagamenti. E così le cifre da restituire si gonfiavano a dismisura, fino a crescere in una circostanza del 1.825% e in un’altra del 1.010,77%. È uno dei dati più inquietanti emersi delle indagini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli e del gruppo di Torre Annunziata (Napoli) che questa mattina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dall’ufficio gip della Procura oplontina nei confronti di 13 persone e al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro.

GLI ARRESTI E GLI ALTRI PROVVEDIMENTI – In carcere sono finiti marito e moglie, Francesco Carotenuto e Teresa Manzillo, entrambi 65enni di Torre Annunziata. Otto le persone finite ai domiciliari, due raggiunte dal divieto di dimora a Torre Annunziata e Torre del Greco, uno dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini hanno avuto inizio nel 2009 a seguito di un altro procedimento nel quale le vittime – un intero nucleo familiare di imprenditori di Torre Annunziata – risultavano sottoposti a debiti di matrice usuraria da parte di Osvaldo Ferrucci (condannato a 7 anni e sei mesi di reclusione, pena poi ridotta in Appello). «Da quelle indagini – spiega il procuratore di Torre Annunziata, Diego Marmo – sono stati sviluppati ulteriori accertamenti, eseguiti anche mediante intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari e documentali, che hanno permesso di appurare come gli indagati fossero dediti a traffici usurari, facendo frequentemente ricorso a minacce estorsive nei confronti delle loro vittime per la restituzione dei prestiti».

OPERAVANO DAL 2003 – I primi prestiti a tasso usurario – secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle – risalgono al 2003: 90 in tutto quelli elargiti alle vittime (per la stragrande maggioranza imprenditori locali) soprattutto mediante la pratica del cambio assegni. Si tratta della concessione di prestiti con la consegna all’usuraio di un assegno bancario con la decurtazione anticipata dell’interesse mensile. Al termine della scadenza mensile, l’impossibilità delle vittime di restituire il capitale preso in prestito, faceva scattare il pagamento dell’interesse. Per tale meccanismo, ma anche per la più semplice erogazione di prestiti in denaro, si sono registrati tassi di interesse annuali oscillanti da un minimo del 30% ad un massimo del 1.825%.

Titti Beneduce

Fonte: Corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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