Si accendono le luci a San Gregorio Armeno, le vie del presepe sono pronte

San Gregorio Armeno

Il Mattino.it ha riportato un interessante articolo sulle luci che illumineranno le strade ed i vicoletti di San Gregorio Armeno.
In passato purtroppo c’erano stati notevoli problemi e ritardi per il loro funzionamento ma quest’anno, fortunatamente, la situazione è notevolmente cambiata in maniera positiva. Le luci infatti sono già disponibili. La Municipalità e l’associazione dei maestri dei presepi taglieranno il nastro per l’inaugurazione, prevista per domani alle 18.

Le luci di San Gregorio Armeno, da anni ed anni, fanno da sfondo alle strade sempre in festa di questo quartiere, visitato tutto l’anno da turisti e non solo ma particolarmente affollato nel periodo pre-natalizio e natalizio. I segreti del mestiere degli artisti dei presepi vengono tramandati di generazione in generazione, da anni ed anni.

La zona non ha mai perso il suo fascino e la sua particolarità, nonostante il crollo di un pezzo del campanile della Chiesa di San Biagio Maggiore, che ha creato uno stato d’allerta per i commercianti, che temevano che quest’anno la stagione potesse saltare.
Armando Coppola, presidente della Municipalità, ha rassicurato tutti, dicendo che sono state prese, nel giro di pochi giorni, misure di sicurezza per il campanile e che l’inaugurazione si terrà senza alcun problema. Si provvederà a mantenere l’ordine tra la folla di turisti e passanti che affolleranno le strade. Attualmente sono in corso lavori di pulizia per le caditoie e le fogne, onde evitare allagamenti provocati dalla pioggia.

Nuovi percorsi per la viabilità: nei weekend ci sarà il senso unico nel decumano inferiore, da piazza san Domenico Maggiore fino a San Gregorio Armeno. Si uscirà dall’alto seguendo sempre lo stesso senso di marcia e si entrerà dal basso. Per tornare nel centro della città ed a piazza Dante bisognerà percorrere via Tribunali.

Queste le parole del presidente a riguardo: “Finalmente sono riuscito ad ottenere lo sblocco del notturno per gli operai, altrimenti non si sarebbe potuto fare nulla”. 

 

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