Video. Napoli, prima città in Italia a dare un lavoro ai senzatetto

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Li chiamano clochard, non hanno una casa, un lavoro e sono gli emarginati della società, da i quali la gente si allontana quando li vede per strada o su una panchina a riposarsi dopo una giornata passata a cercare qualcosa da mangiare. Invece a Napoli si chiamano “Spazzacammini” e sono stati inseriti in un progetto organizzato dalla Gesco, un gruppo di imprese sociali, aiutato dalla cooperativa Il Camper per pulire il centro storico cittadino, spazzando le strade nei momenti della giornata con maggior afflusso di napoletani e turisti. A raccontarlo è il blog Ilazzaro.

Essi verranno coadiuvati da una quindicina di ragazzi e ragazze impegnati nel Servizio Civile e l’obiettivo di questa iniziativa è di fornirgli, innanzitutto, un compenso, che sarà di circa 300 euro, per affrontare alcune necessità di base, come mangiare pasti adeguati e poi per liberarli da questo senso di inutilità e di isolamento sociale. Per il momento il progetto coinvolge 12 senzatetto che operano in cinque aree di Napoli, dal Vecchio Policlinico fino a via Toledo.

Dalla sua fase sperimentale si passerà presto in un progetto permanente, impiegando più persone e coinvolgendo più zone della città. Tutti i clochard hanno ricevuto un’adeguata formazione curata dalla Scuola di Formazione dei Lavori Sociali di Gesco ed hanno un’età compresa tra i 25 e i 60 anni e ci sono di varie nazionalità: un ivoriano, un tunisino, rumeni, polacchi e italiani.

Il progetto prende il nome dalla figura dello Spazzacamino, che un tempo veniva impiegato nella pulizia delle canne fumarie delle abitazioni e che spesso era un orfano o un senza dimora. “Oggi siamo qui – sottolinea Rosa Franco, referente della cooperativa Il Camper – soprattutto per dare fiducia a queste persone che, oltre ad essere povere materialmente, sono povere di relazioni”.

Il video pubblicato da Pupia.tv, mostra le testimonianze di alcuni di questi senzatetto impiegati nel progetto, che hanno raccontato le proprie esperienze. “Ho sempre lavorato nel campo della ristorazione ed ora non riesco a trovare più un impiego. – afferma un ragazzo napoletano – Questa è una grande opportunità per non sbagliare perché c’è molta criminalità“.

Si tratta di un progetto davvero unico in Italia e si spera il primo di una lunga serie, per ridare dignità a queste persone ma soprattutto per evitare di lasciarli cadere nella trappola della criminalità organizzata e anche “per tenere le strade più pulite” come afferma il Direttore di Gesco, Sergio D’Angelo.

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