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Funerali di Pino Daniele “A Napoli non più in chiesa ma in piazza”

Pino Daniele

Certe notizie non passano con il passare dei giorni, così come il dolore per la perdita di una persona cara, esattamente come Pino Daniele era caro a tutti i napoletani.

Il tempo cura tutto, tranne certe ferite. Napoli è lacerata dal un dolore che difficilmente si può spiegare, sono due giorni che l’intera città piange la scomparsa di una delle voci di Napoli, la voce che forse meglio ha espresso l’essenza di questa città, l’inconfondibile Pino Daniele.

Venuto a mancare nella notte del 5 Gennaio, poco dopo essersi diffusa la notizia, la famiglia fa sapere non solo che il cantautore verrà sepolto in Toscana ma anche che i funerali si sarebbero svolti a Roma. Sono bastati pochi istanti per mettere in subbuglio la città partenopea, indignata e colpita esattamente al cuore da una notizia che aggrava ulteriormente il dolore della perdita.

Perché non lasciare che Pino Daniele saluti i “mille culure” di Napoli, che ascolti per l’ultima volta ‘a voce de’ criature’, o senta ‘addore e’ mare’, in fin dei conti i napoletani vorrebbero solo che Pino facesse l’ultima ‘camminata int’ e viche miezo all’ate’, così per salutare un fratello che purtroppo non vedranno più.

La famiglia ci ripensa, e così oggi, dopo i funerali svolti a Roma questa mattina, alle ore 19.00 in Piazza del Plebiscito, all’aperto (dove è stato anche già montato un maxi schermo) saranno celebrati dal Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, i tanto attesi “funerali napoletani”. Nessuna Chiesa per Pino che saluterà il suo popolo e la sua città, in quella piazza, dove tante volte ha cantato l’amore, oggi sarà lì per riceverlo.

Doppio funerale, per un cantautore che resterà per sempre nella storia, ma soprattutto nel cuore. A Roma all’uscita della chiesa, la bara è stata accompagnata dalle note della celebre “Napule è”, intonata da tutti i presenti, possiamo solo immaginare cosa accadrà a Napoli, quando in piazza verrà esposto il feretro del grande Pino, dove tutti uniti vorranno gridargli: Pino, tu sai ca’ nun si sulo“.

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