Oggi si ricordano le vittime delle foibe: quando ricorderemo i briganti?

Briganti - Nicola Napolitano
Bersagliere si fa ritrarre con l’appena ucciso brigante Nicola Napolitano

Il 10 Febbraio è il “Giorno del ricordo”, istituito nel 2004 con una legge dello Stato Italiano, per ricordare le vittime italiane dei partigiani jugoslavi che volevano scacciare i nazisti e i fascisti dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia. In quell’occasione persero la vita circa 11mila persone, fascisti e antifascisti, anticomunisti, civili, militari, donne, bambini; insomma si ammazzava senza alcuna discriminazione, e i corpi venivano per lo più gettati nelle foibe, ossia grossi pozzi, alcuni enormi, tipici della Venezia Giulia. Successivamente la questione fu ridotta in Italia a uno scontro tra comunisti, che per anni hanno negato quei massacri, e neofascisti, che spesso e volentieri ricordavano soltanto i fascisti e la utilizzavano come argomento di difesa (del tipo “anche voi siete degli assassini”)  quando si parlava dei campi di concentramento nazisti: la solita Italia, per capirci.

Michelina De Cesare

Premettendo che le vittime e la violenza sono tali e non hanno colore, ancora una volta reputo opportuno ricordare – perché sono ancora pochi coloro che lo fanno – che a oltre 150 anni di distanza i massacri compiuti ai danni di uomini, donne e bambini del Sud non trovano spazio né sui libri di storia, né nelle aule del Parlamento, né sui principali giornali e televisioni nazionali. Molto spazio è dato alla “Giornata della memoria”, dedicata alle vittime del nazismo (anche se quasi sempre si dimenticano che nei campi di concentramento non c’erano solo gli ebrei), un po’ meno alle “Foibe”, nessuno ai massacri di Pontelandolfo e Casalduni, Auletta, Ruvo del Monte e altri, accusati di essere briganti quando erano normali cittadini o uomini che combattevano contro l’esercito italiano invasore, sì, perché nei fatti il Piemonte nel 1860 invase il Mezzogiorno senza dichiarazione di guerra. Al contrario, invece, i loro feroci assassini come Enrico Cialcidi e Nino Bixio sono stati onorati intitolando loro strade, piazze, caserme e scolpendo i loro busti da apporre in luoghi pubblici.

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