Mafia: più denunce al Sud. Al Nord regna un quadro inquietante

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L’omertà, quell’ostinato silenzio a denunciare l’autore di un reato più o meno grave di cui si viene a conoscenza o di cui si è vittima, è una risposta ai crimini della malavita organizzata che, secondo i luoghi comuni, è prevalentemente diffusa al Sud dove, a differenza del Nord, non si ha il coraggio di collaborare con le autorità.

A smentire il tutto è stato l’ultimo rapporto della Direzione Nazionale Antimafia che ha registrato al Sud un maggiore numero di denunce contro la mafia e che ha definito il Nord omertoso, spaventato e sottomesso alla criminalità organizzata.

In Lombardia ad esempio: “È emerso un quadro inquietante, costituito da un imponente numero di fatti intimidatori, tutti caratterizzati dall’omertà delle vittime (che sempre hanno dichiarato di non avere sospetti su nessuno, né di aver mai ricevuto pressioni o minacce di alcun tipo), dal fatto che a essere colpite sono state quasi sempre cose e raramente persone (salvo che per l’usura), e dalla tendenziale non elevata intensità dell`atto intimidatorio”.

Le vittime non denunciano gli autori degli episodi intimidatori principalmente per paura e perchè “preferiscono assicurarsi e sopportare i costi dell’illegalità subita, piuttosto che rivolgersi alle istituzioni con una denuncia, considerata tollera di guai peggiori”.

Al Sud invece, seppur il quadro resta allarmante, sono sempre di più le persone, in particolar modo commercianti ed imprenditori, che non sopportano più le estorsioni e che hanno voglia di un riscatto. Ad innalzare il senso di legalità sono anche le associazioni antiracket e antiusura che ogni giorno durante la loro impetuosa e difficile lotta esortano a denunciare episodi mafiosi. Eppure, nonostante tutto, c’è chi continua a definire i meridionali tutti mafiosi e parassiti.

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