Denunciamo

Qui puoi denunciare tutto ciò che non va bene. Scatta una fotografia ed inviacela!

I servizi di Striscia nel napoletano continuano. Stavolta troviamo Luca Abete a Scampia, impegnato a denunciare una situazione insostenibile. Per riportare l’attenzione di tutti su questa catastrofe dimenticata, il giornalista decide di servirsi di una voce che non può rimanere inascoltata: quella di un bambino.

Ho chiesto al piccolo CIRO di lanciare un appello per le 27 famiglie ‘ospitate temporaneamente’ da 10 anni dal Comune di Napoli in una SCUOLA ABBANDONATA a Scampia“, scrive l’inviato di Striscia in un post sulla sua pagina Facebook. Abete aveva preso a cuore la situazione di queste famiglie fin da quando era cominciata, ma sfortunatamente sembra che i suoi sforzi non siano valsi a molto.

Infatti, scrive l’inviato, quelle persone “oggi sono ancora là, disagiate e dimenticate!“. La misura temporanea adottata dal Comune di Napoli era indubbiamente lodevole, ma se il suo carattere temporaneo è andato a sfumare nel tempo, un appello all’amministrazione diventa quanto mai necessario.

Sognavamo una bella casa, e invece…” “Eh, speriamo che ce la danno“. La risposta del piccolo Ciro alle domande dell’inviato è breve ma eloquente. Ed è particolarmente triste che alla domanda: “E te la daranno?“, il bambino replichi: “Penso di no“.

La denuncia di Luca Abete a Scampia si conclude con un appello e con una nota di speranza. “Dobbiamo sperare che qualcuno che ci sta guardando adesso capisca che è il momento di fare questo piccolo miracolo“. Ci auguriamo che questo servizio arrivi a tutti coloro che possono contribuire alla realizzazione di un simile “miracolo”.

NAPOLI – Gli effetti del taglio dei pagamenti destinati alle cooperative sociali. A raccontarli è Patrizia, una donna di 58 anni residente nel quartiere di Soccavo che a causa di una grave neuropatia trascorre la propria vita in totale solitudine, bloccata a letto. Non ha figli e da anni non più contatti con l’ex marito.

Il Comune l’ha inserita nel programma di assistenza domiciliare che dovrebbe garantirle due volte alla settimana la visita di un operatore della cooperativa “Mondo in cammino” di Giugliano in Campania. Ma lo stesso Comune che le ha concesso l’assistenza ha poi bloccato i pagamenti, per questo motivo la cooperativa si è trovata costretta sospendere il servizio.

Patrizia ha denunciato l’accaduto telefonando all’ANSA, offrendo uno spaccato amaro sulla condizione di invalidi e cooperative sociali. «Affido ai mezzi di informazione il mio appello. Sono sola, gravemente invalida, mi occorre aiuto persino per aprire una bottiglia di acqua minerale. La cooperativa sociale che mi invia un’assistente a casa ora sospende il servizio perché da mesi non riceve le sue spettanze dal Comune, e rischio di rimanere abbandonata a me stessa».

Prima di essere costretta a letto, la signora Patrizia ha svolto le pratiche per ottenere la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento, ma le e sono sufficienti solo per pagare l’affitto, non per accollarsi la spesa di una badante. «Vi chiedo di darmi voce – conclude la 58enne all’ANSA – presso chi tiene bloccate queste pratiche. Per me e per tanti altri invalidi nelle mie stesse condizioni è una questione di sopravvivenza. Spero che il sindaco e gli assessori se ne rendano conto e facciano subito qualcosa».

In seguito alla denuncia, l’Assessore comunale al Welfare Roberta Gaeta ha così replicato: «A seguito della segnalazione pervenuta, ho immediatamente predisposto le dovute verifiche. Da una prima ricognizione non risulta alcuna ufficiale sospensione del servizio di assistenza domiciliare da parte della cooperativa “Un Mondo in Cammino”, che eroga il servizio. Le notizie trapelate, quindi, sorprendono in primis anche noi che non siamo a conoscenza di eventuali sospensioni di prestazioni così importanti. Ed è per questo che come Assessorato ho dato immediatamente mandato al servizio competente di approfondire e soprattutto chiarire la situazione, condividendo la preoccupazione degli utenti e considerando la fragilità della situazione che vivono. Laddove i problemi sollevati risultassero fondati, agiremo subito per risolverli con la massima priorità. Non permetteremo che le persone con fragilità si trovino private di un servizio così indispensabile. Sono fermamente convinta che l’unica scelta possibile per tutelare i cittadini è quella di continuare a sostenere le persone più fragili».

 

scuola Colli aminei

scuola Colli amineiNapoliPiovono pezzi di marmo dalla scuola materna Decroly ai Colli Aminei. Questi blocchi caduti in strada hanno rischiato di colpire qualcuno. Fortunatamente non c’erano passanti in quel momento.

La scuola Decroly si trova nelle vicinanze di altri due istituti, il liceo “Verga” e l’istituto “Mameli“. Quindi la zona conosce un grande viavai tra studenti ed accompagnatori. Fortunatamente il flusso di persone non era incessante poiché erano solo le 12:45.

Non è però un caso isolato questo della scuola dei Colli Aminei. Da questa estate molte strutture scolastiche stanno avendo infatti grandi difficoltà, sia legate all’immondizia, sia riguarda alla sicurezza interna delle strutture stesse, come in questo caso.

Inoltre qualche mese fa anche l’altra scuola citata precedentemente, la Mameli, ha rischiato molto quando un grande albero si stava abbattendo sugli alunni.

È giunto il momento di dedicare maggiore attenzioni a queste strutture, prima che qualcuno si faccia veramente male. Perché questo che è accaduto oggi è più di un semplice campanello d’allarme.

Anche la consigliera della Municipalità III è intervenuta sulla questione. Queste le parole di Giuliana de Lorenzo riportate da Il Mattino:
“Abbiamo rischiato una tragedia in quanto, in quel tratto di strada c’è un enorme flusso di genitori e studenti, soprattutto nella fascia oraria 13-16. Le strutture scolastiche sono al collasso e bisognerebbe fare molto di più in termini di sicurezza degli edifici”.

 

cimitero torre del greco
cimitero torre del greco
Foto di Anna Matrone

Torre del Greco – Una colonia di gatti che vive all’interno del cimitero, rischia la vita a causa di alcune pasticche velenose.

Il cimitero di Torre del Greco ospita una colonia di felini da diverso tempo. Ci sono alcune persone che si recano lì per accudirli dandogli da mangiare ogni giorno. Ma la presenza di questi randagi non è gradita a tutti. Poche ore fa infatti una delle ragazze che si occupano di questi dolcissimi animali, ha rinvenuto delle pasticche velenose messe lì proprio per uccidere l’intera colonia, o quantomeno per allontanarla dal cimitero.

Un gesto che ovviamente non è piaciuto agli amici degli animali. Un gesto crudele e violento che non serve a nulla, perché lì nel camposanto, questi poveri felini senza casa, non danno fastidio a nessuno. Un gesto che non passa quindi inosservato, e che è stato denunciato alle autorità facendo aprire un’indagine.

E pensare che da qualche altra parte c’è stato una cagnolina che viveva in un cimitero per vegliare sul suo padrone giorno e notte senza dare fastidio a nessuno. Anzi, gli ischitani volevano molto bene a Nicoletta e facevano di tutto per sostenerla. Dopo la sua morte le hanno anche dedicato una statua.

Nel caso di questi gatti invece la gente ha raggiunto un elevato grado di violenza e crudeltà che non rispecchia quel rispetto verso gli animali a cui è abituato il popolo campano.

coppia padova
coppia padova
Foto di Giusy Caterino

A Padova una coppia di giovani napoletani non viene accettata dal resto del condominio per il solo fatto di essere meridionali. I due ragazzi hanno trovato affisso all’interno del palazzo un biglietto che li esortava a comportarsi diversamente perché lì non sono nei campi.

Il fatto è accaduto durante la giornata di ieri, infatti la giovane coppia si è sentita poco integrata all’interno del loro stesso palazzo, dove vivono da poche settimane. Non è certo il primo episodio del genere, spesso persone del Mezzogiorno che si trasferiscono al nord, hanno a che fare con atti discriminatori di questo genere.

La causa che ha scatenato tutto questo è il fatto che il compagno di Giusy Caterino, la ragazza appena trasferitasi a Padova e che ha voluto denunciare l’accaduto, avrebbe fatto del rumore alle 5 del mattino per prepararsi alla giornata lavorativa. Dei rumori, che a detta della stessa coppia sono stati nella norma. Vestirsi, prepararsi un caffè e quant’altro.

Non solo questo però, la coppia napoletana ha voluto rispondere al condomino con un ulteriore biglietto nel quale hanno dichiarato che per qualsiasi problema basta bussare alla loro porta per risolvere la questione in maniera civile.

Padova 2
foto di Giusy Caterino

Il fatto grave non è dunque il motivo del biglietto. Infatti al di là del rumore procurato o meno dal ragazzo che si accingeva a recarsi sul luogo di lavoro, al di là della lamentela dei condomini, il vero nocciolo della questione sta nel rivolgersi a questa coppia come meridionali o che vivono nei campi. Come per screditarli, classificarli e non farli sentire integrati nella loro nuova vita.

apecar spazzatura

apecar spazzatura rifiutiVersare i rifiuti per le strade, lasciandoli lì incuranti del fatto che non sia il modo giusto per eliminarli. È successo in via Santa Teresa degli Scalzi nel cuore di Napoli.

Un uomo, accostatosi con il suo Apecar a bordo strada, ha abbandonato un cumulo enorme di rifiuti ingombranti sul marciapiede, la scena, per fortuna, è stata vista e ripresa da una signora che si trovava lì vicino.

Tempestivamente la cittadina, disgustata da quanto appena visto e dalla enorme inciviltà del signore, ha subito segnalato il tutto alla Polizia Municipale che ha provveduto a multare l’uomo per migliaia di euro e a sequestrare il suo mezzo in quanto non provvisto di regolare contratto assicurativo. 

La cosa che più di tutte ci lascia senza parole, oltre il pessimo gesto in sé, è che si tratta di rifiuti ingombranti come una sedia o un materasso, ciò fa riflettere sul fatto che questo individuo non abbia tentato minimamente di nascondere quello che faceva… come se tutto questo fosse giusto!

Quanto accaduto ci viene raccontato e corredato di foto da Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità di Napoli (Stella, San Carlo all’Arena), che, sul suo profilo Facebook denuncia anche lui la vicenda, queste le sue parole: «Mi capita tutti i giorni che decine di persone del territorio mi mandino foto di cumuli di rifiuti ovunque, spesso creati non solo da disservizi di Asia, ma anche da tantissimi incivili nostri concittadini che dicono solo a chiacchiere di amare Napoli. Ieri invece finalmente mi capita, cosa quasi unica più che rara, di ricevere foto da parte di una cittadina che testimoniavano una sversamento abusivo con tanto di numero di targa e foto del tizio a Via Santa Teresa. Ho avvisato subito la Polizia Municipale che, dopo appostamenti durati una giornata intera, hanno fermato sto str…., multato per migliaia di euro e sequestrato il mezzo perché sprovvisto di assicurazione. La collaborazione tra cittadini, Municipalità e i bravissimi agenti della municipale, ha portato ad una lezione che questo difficilmente scorderà».

discarica pneumatici Casalnuovo
discarica pneumatici Casalnuovo
immagini di repertorio

Scoperta discarica abusiva nel sottosuolo di Casalnuovo. Oltre 1000 metri quadrati ospitano materiale di ogni tipo, dagli pneumatici che intralciano il passaggio agli scarti di lavorazione edilizie, passando per una gran quantità di materiale ferroso.

La Campania sta vivendo un periodo nero per quanto riguarda l’emergenza rifiuti. Negli ultimi tempi stanno venendo a galla tantissime discariche abusive di tutti i tipi ed in tantissime aree della città. L’ultima scoperta è quella di Casalnuovo, si tratta di una delle più grandi concentrazione di rifiuti scovate. Oltre 1000 metri quadrati in una sorta di caverna alta 7 metri accessibile dalla porta secondaria di un’officina del centro cittadino.

Un vero colpo per tutti i residenti che non erano al corrente di questa discarica abusiva. Si trovava sotto gli occhi di tutti ma nessuno poteva vederla e denunciarla, era invisibile. Si tratta di un fattore di inciviltà dall’inaudita gravità che mette a rischio le vite di tutto il comune di Casalnuovo ed anche dei comuni limitrofi.

La scoperta rientra nel piano di contrasto verso la Terra dei fuochi. A dirigere le operazioni è stato il viceprefetto Gerlando Iorio. Anche lui era presente quando la task force si è trovata dinnanzi a questa discarica facendo scattare per l’ennesima volta l’eventualità di un disastro ambientale. Questo lo si era già capito dall’apertura di questa porta secondaria dell’officina, perché scendere le scale che portavano ai sotterranei della segreta discarica, era un’impresa quasi impossibile. Una quantità enorme di pneumatici, oltre che cerchioni delle auto,infatti bloccava il passaggio verso l’inferno di immondizia.

A questo punto ai cittadini non resta che attendere l’intervento da parte delle autorità per rimuovere tutti questi rifiuti e ripulire l’area. Intanto la task force contro la terra dei fuochi prosegue il suo lavoro per scovare ulteriori discariche su tutto il territorio campano.

 

via Lanzieri parcheggiatore abusivo

via Lanzieri parcheggiatore abusivoNapoliParcheggiatore abusivo minaccia di uccidere l’assessore della II Municipalità per aver pedonalizzato una strada causandogli la perdita del lavoro.

L’assessore Marcello Cadavèro ha subito l’aggressione verbale quindi dell’uomo che lo ha minacciato di sparargli alla testa senza aver paura delle conseguenze. Questo solo perché Cadavèro stava svolgendo il proprio compito. La strada in questione è via Lanzieri, una delle traverse adiacenti all’Università Federico II della sede centrale. Via Lanzieri era ostaggio di questo parcheggiatore ormai da anni e pedonalizzare la strada significa anche liberarla da questo parassita.

Intanto molti cittadini sostengono e appoggiano la battaglia di Marcello Cadavèro tramite social. Non solo per questo ultimo atto di ieri, ma anche per tutte le precedenti vittorie nella sua municipalità come quella di eliminare i paletti abusivi di alcuni residenti ai Quartieri Spagnoli. Sostituiti poi con dei paletti comunali.

Queste sono state le sue parole a seguito della minaccia: “Circa due anni fa abbiamo pedonalizzato via Majo di Porto e piazzetta Simonetta Lamberti. Via Lanzieri era diventata dunque una strada cieca dove un parcheggiatore abusivo faceva i propri comodi. Occupandola completamente con le autovetture, posizionate in ogni spazio libero.

“Dopo la solita trafila, a fine settembre siamo riusciti a pedonalizzare anche quest’altra strada. Al momento dell’intervento il parcheggiatore ha dato i numeri. Mi ha urlato che mi avrebbe sparato in testa. E che si sarebbe fatto trenta anni di galera per colpa mia. Ho provveduto a denunciare tali minacce di morte alle forze dell’ordine. Occorre fare fronte comune contro questi soggetti. Capisco il timore di alcuni cittadini ma è necessario ribellarsi a questa prepotenza“.

Anche Francesco Emilio Borrelli è intervenuto sulla questione. Il Consigliere Regionale ha così dichiarato:
Si tratta di veri e propri delinquenti che non perdono occasione per mostrare le proprie inclinazioni criminali. Speriamo che questo soggetto sia assicurato quanto prima alla giustizia. Ma il suo non è un caso isolato.
È arrivato il momento di provvedimenti seri
“.

rifiuti Sanità

rifiuti SanitàNapoli – Continua l’emergenza rifiuti nella nostra città. Anche la Sanità e Piazza Cavour ne restano colpite. In zona sta inoltre aumentando il flusso turistico, ma questo non basta per tenere pulite le strade.

La Sanità è una delle aree più a rischio della nostra città, uno di quei quartieri popolari che storicamente ha conosciuto il degrado a causa di guerre legate ad alcuni clan camorristici. Negli ultimi anni però grazie ad alcuni eventi ed alcune attività, la zona sta conoscendo una riqualificazione molto importante.

Tra gli eventi più importanti c’è sicuramente la notte bianca della Sanità che ogni anno riempie tutte le strade del quartiere. Come non citare poi la casa di Totò, il vero e proprio simbolo della Sanità, ma anche dei Quartieri Spagnoli. Ed infine anche le luminarie che recitano i testi delle poesie o delle canzoni di Pino Daniele.

A tutto questo si aggiungono alcune vinerie ed enoteche che la sera scaldano i ragazzi con alcuni eventi creando ancora maggiore integrazione in zona diventando un punto di interesse per tanti studenti e turisti.

Però non tutto procede verso il meglio perché la zona è ancora sommersa dai rifiuti. Chi detiene le attività in quest’area ha più volte richiesto l’intervento massiccio delle autorità per rimuovere i rifiuti ma al momento non ci sono altro che parole al vento e promesse non mantenute.

L’emergenza rifiuti è un problema molto serio nella zona. Tutte le strade che occupano il perimetro tra la Sanità e Piazza Cavour infatti convivono con cumuli di immondizia. I turisti entrano in uno stato confusionale perché vivono la vera Napoli attraverso i mercatini della Sanità, i monumenti come il palazzo dello Spagnuolo e il divertimento notturno, sguazzando però nell’immondizia.

Questo problema potrebbe minare l’ottimo flusso turistico che sta attraversando il quartiere. Esiste quindi il rischio di far ricadere nuovamente nel baratro in cui ha vissuto precedentemente.

Fa discutere da giorni la nuova pubblicità del Buondì Motta. In uno degli spot mandati in onda un piccolo apparecchio munito di intelligenza artificiale chiede alla famiglia riunita per colazione quale sia la merendina ideale: ad una mancata risposta, il device minaccia di infastidire selezionando e riproducendo “Musica Napoli”, poi fa partire una canzone neomelodica. La madre, spazientita, zittisce l’apparecchio.

Ovviamente è subito scattata la polemica: con “musica Napoli” la pubblicità sembra proclamare che la canzone napoletana sia solo quella dei neomelodici, oltre a definirla come fastidiosa, cancellando secoli della nostra produzione artistica. In prima linea il Movimento Neoborbonico e lo scrittore Angelo Forgione, che in un post ha aspramente criticato lo spot.

Proprio questo post è stato preso di mira da Giuseppe Cruciani, conduttore de “La zanzara” su Radio 24 e famoso per aver più volte attaccato ed offeso i napoletani. Cruciani legge in diretta il post di Forgione, annunciandolo con “Scrive Forgione che ogni tanto ci rompe i co…”. Durante tutta la lettura il conduttore si mostra sin da subito critico e polemico, facendo addirittura partire suoni simili a quelli di un mandolino nella parte in cui si afferma che la musica napoletana sia “mondo colto ed ampio”.

A fine lettura, Cruciani si sfoga criticando sia il post che i napoletani. “Sei ossessionato – attacca – è una pubblicità. Nessuno voleva dire che Napoli è fastidio. E’ una cosa pazzesca – continua – hanno rotto veramente i co…. La voce in regia, poi, rincara la dose dichiarando “Dovrebbero incazzarsi sulla pizza all’ananas, non sul Buondì Motta”.

Immediata anche la risposta social di Forgione: “Semmai sei tu che rompi i co… ai napoletani, ma con me caschi male, anche se fai il furbetto nella tua potente radio leggendo ciò che ho scritto (non a te ma al pubblico) sulla vicenda dello spot del Buondì e provando a dileggiarmi senza avere il buon gusto e la correttezza di avvertirmi, per giunta con il tipico turpiloquio che ti contraddistingue.

“Che poi, per interpretare quell’inviso personaggio che ti sei cucito addosso, intendi usare me per irridere i napoletani e la cultura napoletana. E allora, dopo aver letto il passaggio in cui scrivo “la musica di Napoli è mondo colto”, fai partire più volte dalla regia una strozzata nota iniziale di mandolino. Rilassati, Giuseppe. È chiaro che qui l’ossessionato non sono io ma tu; da Napoli.”

camorristi fuochi d'artificioNapoli – Una festa a suon di fuochi d’artificio a Ponticelli, nella periferia est della città. Così è stata accolta la liberazione di tre camorristi affiliati al clan Casella. Un episodio non nuovo, prassi consolidata che tuttavia non viene in alcun modo ostacolata nonostante si sia in presenza di una palese violazione della legge. Non solo: l’impunità funziona come una dimostrazione di forza nei confronti dei normali cittadini, che percepiscono le forze dell’ordine come inermi davanti a simili atteggiamenti.

“Santabarbara di fuochi artificiali nella zona orientale di Napoli per scarcerazione di tre camorristi appartenenti al clan Casella, attivo nell’area di Ponticelli. Al rione Luzzatti, area di provenienza di alcuni di loro, si è scatenato il delirio al momento dell’uscita dal carcere con batterie di fuochi che hanno disturbato la quiete dell’intero vicinato. Tale atteggiamento connota gli ambienti delinquenziali che, ad ogni occasione, esplodono fuochi. Dalle scarcerazioni agli arrivi dei carichi di droga, ogni occasione è buona per dare fuoco alle polveri e disturbare la cittadinanza inerme”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Occorre riaffermare con forza la presenza dello Stato nelle aree periferiche, lì dove oggi la camorra fa il bello e il cattivo tempo. Non possiamo accettare che i residenti siano ostaggio degli atti di inciviltà dei sodali dei delinquenti che, con prepotenza e strafottenza, si ritengono al di sopra di ogni legge”.

corso-umberto

corso-umbertoCorso Umberto al buio: i commercianti hanno dato il via ad una nuova protesta, ieri alle 19.30, spegnendo per mezz’ora le luci dei negozi. Cento i negozi che si sono ribellati. I negozianti hanno spento le insegne, palesando il modo in cui la strada dello shopping al Rettifilo si mostra ai passanti nel momento in cui i negozi chiudono.

L’oscurità in cui piomba corso Umberto favorisce rapine e furti, da sempre. “Manca una adeguata illuminazione – dichiara Loredana Scialò, responsabile del comitato Rettifilo shopping associato a Confcommercio, come si legge sul quotidiano La Repubblicae ciò crea grandi disagi legati alla sicurezza e alla promozione di una zona da troppo tempo abbandonata al proprio destino”. I negozianti palesano che corso Umberto è abbandonata da tempo al degrado. Al Rettifilo, dopo le 8 di sera, si constata che perviene il buio totale, sviluppando la crescita di furti.

“La situazione peggiora di mese in mese – spiega Giovanni Martone, titolare di un negozio – cerchiamo di farci notare e attirare l’attenzione su una strada importante ma siamo stati abbandonati dal Comune, nessuno interviene”. I negozianti, infatti, chiedono solo lampade più potenti o maggiori pali della luce, perchè quelle a Led hanno una resa bassa e “il risultato è che la sicurezza è molto peggiorata in questi ultimi tempi”, racconta ancora il signor Martone.

Ma, il problema non sono solo le rapine. I negozianti spiegano che di sera sono lanciate delle uova, le saracinesche dei negozi imbrattate, costringendo i negozianti a pulirle ogni mattina. Poi c’è il problema della nettezza urbana: i contenitori sono pochi e l’immondizia, infatti, a corso Umberto, è depositata all’esterno delle campane. La strada si presenta, altresì, piena di buche sui marciapiedi, gli alberi non sono potati e le foglie ricoprono tutto. I negozianti cercano di aiutarsi fra loro, comprando, ad esempio, fari potentissimi per illuminare l’ingresso dei negozi. “Siamo da 4 anni qui e non abbiamo visto nessun progresso da parte del Comune – spiega Enzo Iervolino, titolare di “Jam Jam Cafè” – anzi”. La famosa strada non è più attraente come lo era una volta ed il Comune sembra non voler reagire in nessun modo al malcontento generale.

fuorigrottaNapoli– Nel quartiere Fuorigrotta, dove tempo fa veniva agghindato un mercatino rionale, sorge una discarica abusiva a cielo aperto che somiglia un po’ a quelle dell’Orto Botanicodei Quartieri Spagnoli.

Nella zona si possono trovare i resti di tantissimi rifiuti, compresi quelli pericolosi e potenzialmente tossici che potrebbero danneggiare gravemente l’ambiente.

Questa è la situazione che si è delineata a via Cerlone. Un tempo era un fiore all’occhiello di Fuorigrotta.  Frequentatissima dai residenti del quartiere e non solo. I mercatini sono sempre una caratteristica della città, uno dei suoi simboli.

Queste le parole del Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, intervenuto sulla questione:

Le condizioni di via Cerlone a Fuorigrotta, dove un tempo sorgeva il mercatino rionale, peggiorano ora dopo ora. L’intera area ha assunto le sembianze di una discarica abusiva. Lungo le mura che dividono la strada dal deposito della Cumana e in altri punti della strada è stato abbandonato di tutto. Sono presenti rifiuti speciali, resti di vernici, solventi e addirittura la carcassa di una Vespa, una vera e propria bomba ecologica a meno di cinquanta metri dalle abitazioni”.

“La discarica a cielo aperto costituisce un pericolo anche per il rischio di roghi tossici. Occorre intervenire a strettissimo giro per liberare la strada dalle presenza dei rifiuti. Abbiamo dunque inviato una nota all’Asia chiedendo di intervenire celermente con un’opera di bonifica dell’intera area in modo da restituire salubrità allo spazio e debellare il rischio di roghi”.

carabinieri San Giovanni a Teduccio

carabinieri San Giovanni a TeduccioNapoli– Un uomo di 37 anni, già conosciuto dalle forze dell’ordine, non si è fermato all’alt dei carabinieri nei pressi di San Giovanni a Teduccio e si è dato alla fuga. Nella sua corsa folle ha urtato due dei carabinieri colpendo la portiera dell’autovettura.

Il fatto è accaduto poche ore fa. Si tratta dell’ennesimo caso di intemperanza da parte di un cittadino nei confronti dell’alt dei carabinieri della sezione di Poggioreale. Nei mesi scorsi sono state raccolte diverse testimonianze sull’argomento. Come nel caso di Torre del Greco, dove il conducente dello scooter ha investito un 18enne nell’intento di scappare.

Per mettere in pratica la fuga però il pregiudicato ha dovuto urtare la portiera della vettura. Con questo colpo è riuscito a ferire caviglia e gomito del carabiniere che si trovava in prossimità del lato guidatore. L’uomo in fuga ha poi dovuto colpire di sfuggita anche il secondo carabiniere per avere la strada libera e proseguire la sua folle corsa fino a casa.

Le forze dell’ordine però, grazie al numero di targa del motociclo, hanno subito rintracciato l’abitazione del 37enne. Egli è stato trovato a pochi metri da casa sua. Il pregiudicato è stato arrestato per direttissima con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Dovrà presentarsi obbligatoriamente alla polizia giudiziaria 2 volte al giorno per 3 giorni alla settimana.

Ennesimo atto, quello di San Giovanni a Teduccio, di fuga dalle forze dell’ordine. Una scena che sempre più spesso si sta ripetendo e che speriamo possa avere una fine perché questi eventi oltre ad essere conformati come un oltraggio a resistenza a pubblico ufficiale, mettono a repentaglio la vita di passanti innocenti.

pane rifiuti via Colonnello Lahalle

pane rifiutiNapoli– Una foto sui social sta diventando virale. Quella di un cassonetto dell’immondizia in via Colonnello Lahalle pieno zeppo di pane. È presumibilmente una panetteria o un altro esercizio che vende il bene primario a riempire questi cassonetti.

Vedere la foto fa un certo effetto. Chiunque la veda pensa ad un modo diverso in cui potrebbe essere usato quel pane, come si evince dai social. Dalla donazione a persone bisognose, o regalarlo a conoscenti o anche di conservarlo per cucinare altri prodotti.

Tutti sembrano avere una soluzione ma non tutti sanno che questi esercizi economici, spesso, non sono agevolati dallo stato quando decidono di regalare alimenti. Per poter donare infatti dei beni alimentari a delle ONLUS o delle associazioni bisogna rispettare certi criteri.

Criteri che però spesso non sono così agevoli da poter mettere in atto questa funzione. Certo è che vedere una quantità elevata tra i rifiuti fa male al cuore e per questo motivo si crea l’ira del web.
screen web

Sono tre i possibili scenari che possono delineare quando c’è un prodotto invenduto.

La prima è appunto quella di gettare tutto nei rifiuti facendo perdere denaro all’esercizio commerciale come nel caso di via Colonnello Lahalle. La seconda è il riutilizzo del pane per produrre nuovi generi alimentari. La terza è invece quello della donazione in beneficenza. Il più importante perché in grado di aiutare tante persone. A questo proposito però dovrebbero essere le istituzioni ad interessarsi del caso e rendere queste donazioni più semplici da effettuare.

Dei controlli sul tratto costiero tra Vigliena e Pietrarsa sono stati trovati scarichi di rifiuti illegali da parte di alcune industrie private. I controlli delle autorità hanno scoperto l’immissione di acque reflue industriali senza autorizzazioni.

Un errore della nostra società è non imparare dagli errori del passato. Si commettono gli stessi errori commessi negli anni precedenti che hanno portato a disastri ambientali. Per questo motivo sono state intensificate le verifiche su alcuni territori, per controllare al meglio che non si ripetano questi atti che si ripercuotono su tutti i cittadini.

Ed è in questo contesto che i carabinieri del Noe di Napoli ha intensificato le verifiche per il contrasto dei reati ambientali legati al ciclo dei rifiuti urbani e speciali. Neanche un mese fa infatti furono trovati degli scarichi di rifiuti speciali da parte di alcune ditte.

Da questa operazione di controllo è inoltre conseguito il sequestro di materiale e strumentazione, poiché nello stesso cantiere si stavano effettuando delle operazioni di dragaggio senza alcuna autorizzazione. Da qui è scattata la denuncia per i due gestori della ditta.

Queste le parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa:

Nello stesso cantiere erano inoltre in corso operazioni di dragaggio del fondale marino in prossimità della scogliera antistante. Senza alcuna autorizzazione da parte degli enti competenti. Con stoccaggio dei fanghi di dragaggio in un’area non autorizzata.

“Al termine degli accertamenti il cantiere nautico, composto da un capannone di 1.000 metri quadrati ed un piazzale esterno di circa 150 mq, la gru utilizzata per il dragaggio ed i fanghi rimossi, circa 15 metri cubi, è stato sottoposto a sequestro e i due gestori sono stati denunciati.

“Non c’è e non ci sarà tregua per chi continua a violare la legge commettendo reati che danneggiano il territorio.”

Due persone fumano in treno e restano indifferenti ai rimproveri di chi le nota. Questo è quanto ha denunciato il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli. Sembra che un cittadino abbia notato delle sigarette accese sulla linea Benevento-Napoli, e abbia deciso di denunciare il fenomeno segnalandolo ai Verdi.

Durissimo come sempre il commento di Francesco Emilio Borrelli. “Come noto è vietato fumare all’interno dei mezzi pubblici ma gli incivili se ne infischiano e proseguono come se niente fosse. L’astenersi dal fumare, oltre che una forma di ossequio della legge, è anche un gesto di rispetto verso gli altri viaggiatori. Ma questi individui, evidentemente, coniugano inciviltà e maleducazione“.

Purtroppo questo non è l’unico fenomeno preoccupante denunciato dai Verdi. Dopo le numerose segnalazioni sui rifiuti abbandonati nelle aree panoramiche della città, ci ritroviamo ad assistere a gesti di inciviltà anche in treno, un mezzo che molti pendolari devono utilizzare quotidianamente.

E coloro che fumano in treno non sono gli unici a macchiarsi di una colpa grave. Pare che il fenomeno prosegua anche negli ospedali. “Tempo fa abbiamo inviato una nota a tutte le Asl e gli ospedali per chiedere quante sanzioni sono state elevate per violazione del divieto di fumo. Ci ha risposto solo l’azienda ospedaliera del Cardarelli, informandoci che – nell’ospedale – erano stati elevati più di cento verbali.

Abbiamo dunque contattato l’Unità Operativa Dirigenziale prevenzione della Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania per chiedere quante multe fossero state effettivamente pagate. Ci è stato risposto che, in due anni, sono state pagate solo 9 sanzioni. Una situazione, questa, che indubbiamente non aiuta a costruire una coscienza civile, laddove in molti casi sembra venire meno.

Abbiamo chiesto dunque di inviare le ingiunzioni di pagamento a tutti i soggetti che non hanno effettuato il pagamento, secondo le modalità previste dalla legge“, conclude Borrelli. Se è grave fumare in treno, indubbiamente lo è ancora di più inquinare l’aria delle strutture ospedaliere. Ci auguriamo che i provvedimenti in questo senso siano immediati e diretti.

Galleria Umberto

Galleria UmbertoNapoli– La pioggia di questi giorni ha creato il panico in città, all’interno della Galleria Umberto scroscia acqua dal tetto. Napoli dimostra di non avere  mezzi adeguati per contrastare questi diluvi.

Il video ritrae una scena quasi da film. La pioggia cade in un posto al chiuso come quello della storica Galleria Umberto. Molti passanti, soprattutto turisti avevano avuto l’idea di soffermarsi proprio all’interno della Galleria per ripararsi dalla pioggia.

Mai scelta fu più sbagliata. Ma di certo non potevano sapere di non potersi riparare sotto un tetto. Sembra una di quelle scene da film in cui due innamorati si rincontrano sotto una pioggia battente. Solo che questa volta non c’erano due innamorati, ma soltanto cittadini furiosi.

Già, perché proprio l’acqua potrebbe rovinare e distruggere i muri che potrebbero frantumarsi mettendo tutti in pericolo come è accaduto al ragazzino di 13 anni qualche anno fa.

Insomma Napoli non è preparata per questi eventi meteorologici. Il massimo che ha potuto fare è stato la chiusura dei parchi e niente di più. Metro bloccate, pioggia dai tetti, traffico affollato per la miriade di voragini create dall’acqua.

I cittadini vorrebbero vedere una città più sicura e soprattutto più pronta ad affrontare queste situazioni per il bene di tutti.

stazione Bayard Napoli
stazione Bayard Napoli portici
Oggi la stazione Bayard in Corso Garibaldi, Napoli

3 ottobre 1839 – 3 ottobre 2019. Sono passati esattamente 180 anni da un grande primato delle Due Sicilie: la prima ferrovia italiana. Con l’arrivo del presidente Mattarella, molti i dubbi storici che si leggono chiaramente sul web: “Cosa c’entra con un primato fatto quando l’Italia ancora non esisteva e il Sud era indipendente?” oppure “lo stato italiano ha l’unico ‘merito’ di aver fatto fallire e chiudere Pietrarsa, commettendo anche il famoso eccidio contro i suoi operai che stavano per essere licenziati“.

Il Movimento Neoborbonico, in queste ore, ha collocato sul corso Garibaldi a Napoli uno striscione di 10 metri per sottolineare il degrado e l’abbandono nei quali versano i resti della stazione della prima ferrovia italiana inaugurata da Ferdinando II di Borbone il 3 ottobre del 1839, esattamente 180 anni fa.

“Così hanno ridotto la prima ferrovia italiana” il testo chiuso dallo slogan neoborbonico “Memoria Orgoglio e Riscatto”. Si tratta ormai di pochi ruderi completamente coperti da “una giungla” per un luogo che ricorda uno dei tanti primati tecnologici, economici, culturali e sociali del Regno delle Due Sicilie.

I militanti neoborbonici hanno così sottolineato i mancati interventi di questi anni da parte degli enti locali e nazionali dal Comune alla Regione e alle Ferrovie Italiane. A questi enti i neoborbonici hanno anche inviato (gratuitamente) un progetto per il restauro e la valorizzazione museale e multimediale di un sito che in qualsiasi altra parte dell’Italia e del mondo sarebbe già stato utilizzato e valorizzato unendo memoria ed economia, perché tutto ciò porterebbe turismo e lavoro.

striscione prima ferrovia italiana napoli portici neoborboniciLa prima ferrovia italiana staccò 15 milioni di biglietti in 20 anni circa dal 1839 fino al 1861, fu il frutto della politica di sviluppo seguita dai Borbone nell’attuale Sud dell’Italia (altro che giocattolo del Re) e interrotta da quella unificazione italiana che aprì la storia di questioni meridionali mai conosciute prima, tuttora irrisolte e sempre più drammatiche soprattutto per i nostri giovani.

Nicola Zitara nel suo libro “L’invenzione del Mezzogiorno” dimostra chiaramente che, seppur dopo il 1839, al Nord nascevano più ferrovie (con locomotive che compravano dalle industrie del Sud), perché i Savoia seguivano un disegno economico basato sul debito (come d’altronde il nostro filone economico odierno), e infatti si indebitarono talmente tanto per le guerre e le “nuove tecnologie”, che infine dovettero invadere il Sud con l’aiuto di Francia e Inghilterra, loro creditori, per attuare di fatto l’unità d’Italia, distribuendo gran parte delle ricchezze nel Centro Nord.

Riportiamo qualche frase del suo libro: “Dal 1831, il Regno delle due Sicilie prima, e dal 1851 il Regno Sabaudo poi, imboccano la via della modernizzazione. Lo fanno seguendo schemi totalmente diversi. I Borbone non amavano indebitarsi; Cavour, invece, indebitò il Piemonte con i Rothshild e altri banchieri, per costruire quanti più chilometri di ferrovia potesse. Ferdinando II preferiva invece, vedere le opere concrete (chiavi in mano), anche a costo di finanziare imprenditori stranieri, senza debiti, tanto da rimandare il progetto di una grande rete ferroviaria, che però si stava concretizzando lentamente”.

Insomma: niente di nuovo sotto i cieli italiani.

furto motorino napoli

furto motorino napoliNapoli– Delle telecamere di sorveglianza colgono in flagrante un gruppo di ladri intenti a rubare uno scooter a Materdei. A denunciarlo è il proprietario del motorino che ha controllato le telecamere condominiali.

Il fatto è avvenuto la notte tra martedì e mercoledì intorno alle ore 04:00. Dal video si evince come il trio di ladri abbia spezzato prima la catena del motorino, ha poi rotto lo sterzo e alzando la ruota anteriore lo ha trascinato lontano. Non è la prima volta che un furto avviene sotto l’occhio di una telecamera di sicurezza.

Tutto questo è accaduto in poco più di due minuti. Veloce, rapido e furtivo il trio invisibile. Non si possono notare i visi infatti perché erano coperti da caschi integrali. Sicuramente la polizia potrà fare di più. Dal video inoltre si vede anche una donna passare per la zona senza intervenire. Ma è impossibile biasimarla, non avrebbe potuto fare nulla contro tre uomini, in strada non c’era nessuno ed avrà sicuramente avuto timore di un qualsiasi gesto.

Purtroppo il furto di motorini è uno dei più redditizi per la criminalità. Questi scooter vengono riutilizzati per compiere atti criminali, attuare il famoso cavallo di ritorno o venderne i pezzi migliori.

Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli intervenuto sulla questione:

Un cittadino ci ha inviato un video realizzato da un sistema di videosorveglianza nelle adiacenze del palazzo dove vive a Materdei. Si nota il furto del suo scooter, avvenuto nottetempo ad opera di due delinquenti che, dopo aver disattivato i dispositivi di bloccaggio, lo hanno portato via.

“Ancora una volta siamo costretti a ribadire che le strade di Napoli diventano terra di nessuno durante le ore notturne. I furti si susseguono senza soluzione di continuità. I malviventi escono in strada dopo la mezzanotte e fanno razzia senza troppi preoccupazioni di ruote delle automobili e scooter, creando ingenti danni dai cittadini.

“Occorre aumentare il personale delle forze dell’ordine in servizio sul territorio. Gli uomini e le donne che lavorano attualmente per tutelare la nostra sicurezza sono pochi e non riescono a fare fronte all’ondata delinquenziale che, oramai da mesi, sta investendo la città. Auspichiamo che il ministro dell’Interno Lamorgese mostri quell’attenzione nei confronti delle problematiche del nostro territorio che è mancata da parte del suo predecessore Salvini”.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più