Video. Ponticelli: uomini, donne e bambini condannati a morte nell’amianto

Napoli – Qualche mese fa la notizia dell’abbattimento delle Vele di Scampia ha fatto il giro d’Italia: le orribili case popolari non solo erano divenute il simbolo del degrado di Napoli e della criminalità organizzata, ma sono un incredibile pericolo per la salute a causa dell’amianto al loro interno. Le Vele, però, occupano per loro natura copertine e prime pagine, le Vele sono una garanzia per i media, fanno parlare di sé e sono conosciute da tutti. Cosa succede quando altre persone vivono in condizioni peggiori, ma hanno la colpa di non avere una “nomea” tanto triste?

E’ il caso delle oltre 400 persone che da 25 anni vivono all’interno dei “bipiani” di Ponticelli: un agglomerato di appartamenti ricavati in veri e propri container di amianto e con una singolare struttura su due piani che ne ha dato il nome. Condizioni igienico sanitarie assurde per i tempi civilizzati in cui viviamo, spazi strettissimi per famiglie numerose, contatori del gas, della luce e dell’acqua esposti alle intemperie, ma l’unico grande problema dei bipiani è che la gente muore: i casi di tumori mortali sono all’ordine del giorno ed i bambini nati e cresciuti in quel posto presentano malformazioni e disabilità anche gravi.

Nadia Toffa, giornalista de “Le Iene”, ha portato le telecamere del programma all’interno dei bipiani raccogliendo le storie delle famiglie che cercano di sopravvivere nonostante il degrado. Una donna combatte con il cancro alle ossa ed al cervello, con un figlio che è nato con una malformazione del cranio ed una conseguente disabilità e con la povertà; un’altra madre si è vista togliere i figli perchè le pareti di casa sua iniziavano a sgretolarsi lasciando nudo l’amianto; un padre che ha perso la moglie per un improvviso tumore allo stomaco costretto a vendere sigarette di contrabbando per dar da mangiare alla figlia.

La frase più comune che i residenti rivolgono alla giornalista è “Se non muoio prima”. Tutti, nei bipiani, convivono con la morte, con la consapevolezza che il tempo fra quelle mura è una condanna, che è solo questione di anni prima che un loro caro si ammali e scompaia. Oltre il dolore il disagio di venire apostrofati come baraccati, la vergogna dei più giovani di ammettere di vivere in quel posto: cosa che inevitabilmente li allontana dai coetanei e dal mondo civile. Individui che, privi di legami, abituati alla morte e senza speranza saranno destinati ad una vita fuori dalle leggi.

La Toffa ha cercato di portare l’appello delle famiglie dei bipiani all’attenzione del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ma è stata allontanata bruscamente prima di poter parlare con lui. Chi ha accettato l’incontro è stato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, parlando anche di ciò che ha bloccato un intervento fino a quel momento. Una questione puramente economica: “Per abbattere le baracche e dare una casa a tutti servirebbero un paio di milioni”, soldi che il Comune non poteva stanziare. Il primo cittadino ha, però, promesso che entro il 2017 la situazione verrà risolta definitivamente e tutte le famiglie avranno una casa vera. Speriamo che la promessa sia vera e che, come direbbe un abitante dei bipiani, “Non muoiano prima”.

Per vedere l’intero servizio di Nadia Toffa cliccare qui: Mediaset Le Iene

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