Daniele, lavoratore trasferito ad Ancona: “Se dico che sono Foggia mi chiudono le porte”

foggia razzismoI cartelli con scritto “non si affitta ai meridionali” sembrano un ricordo lontano, eppure molte volte abbiamo visto che non è così. I pregiudizi verso chi è nato e cresciuto al Sud non sono del tutto scomparsi, e lo dimostra la storia di Daniele, un lavoratore della provincia di Foggia che per alcuni mesi è stato trasferito ad Ancona per lavoro. Per otto mesi deve stabilirsi nelle Marche, ma quando dice di essere foggiano gli sbattono le porte in faccia. Così, non ha un posto letto e non sa come fare per trovare un luogo stabile dove dormire, portare i suoi effetti personali, avere insomma un po’ di decenza e tranquillità.

Questa è la sua testimonianza lasciata alla pagina Facebook San Severo Today:

Salve, sono un ragazzo di Apricena, mi chiamo Daniele Mastrodomenico ed è da appena due settimane che sto cercando un alloggio ad Ancona. Per motivi di lavoro mi hanno trasferito per 8 mesi, ora mi chiedo come mai non riesco a trovare un posto letto e perché ogni volta che dico che sono un lavoratore o che vengo dalla provincia di Foggia mi ritrovo solo porte chiuse. Le ho scritto solo per uno sfogo, mi chiedo come sia possibile avere dei pregiudizi nel 2019…”.

Una testimonianza che lascia sinceramente senza parole. Si tratta di un ragazzo, l’ennesimo figlio della nostra terra che deve rimboccarsi le maniche altrove per guadagnarsi da vivere. Spesso ci si dimentica che chi lascia la propria città per lavoro, sia pure per qualche mese, lascia anche la famiglia, gli affetti e si trova ad affrontare difficoltà spesso enormi, poiché si trova in un ambiente totalmente nuovo, da solo. Il tutto per lavorare onestamente: se Daniele, o un altro ragazzo come lui, fosse una cattiva persona, certamente non busserebbe a porte lontane centinaia di chilometri da casa sua.

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