Capri, attende per ore eliambulanza per Napoli. Muore cardiopatica 50enne

Una morte che poteva essere evitata semplicemente con una comunicazione più chiara ed efficiente. Ha del surreale la vicenda che coinvolge una cinquantenne originaria di Anacapri. La donna, si era sentita male ieri sera sull’isola di Capri, ed è morta questa mattina all’Ospedale Loreto Mare.

LA STORIA – La 50enne, cardiopatica, verso le 22 ha un malore. Soccorsa dal 118 viene affidata ai medici del “Capilupi” di Capri. Ma la sua situazione è definita da subito grave dai sanitari (la donna ha una crisi cardiopolmonare e va due volte in arresto cardiaco). Necessita quindi di un trasferimento sulla terraferma in una struttura specializzata.

L’ospedale allora avvia la ricerca attraverso il CORE (Centro operativo regionale emergenze) per chiedere l’invio da Pontecagnano di un elicottero militare dotato di luci e attrezzato per volare di notte. Alla struttura ospedaliera era infatti stato comunicato che l’eliambulanza non poteva atterrare all’eliporto di Damecuta, ad Anacapri, per l’insufficiente illuminazione.

Ma poco dopo arriva il contrordine. Gli elicotteri possono volare. Si è deciso quindi di far partire un elisoccorso dalla più vicina Napoli invece di Salerno e precisamente da Capodichino. Poi è stato organizzato il trasferimento della donna all’eliporto di Capri, dove il veicolo sarebbe atterrato e le luci della pista risultavano funzionanti. Nel frattempo però le condizioni della donna si aggravano. L’elisoccorso decolla prima di mezzanotte diretto nella città partenopea all’Ospedale Cardarelli. Da qui la paziente è stata poi trasferita al Loreto Mare, dove però è morta questa mattina poco dopo le 5.

Questo il comunicato postato su Facebook dall’Unione Nazionale Consumatori Isola di Capri:

“Stavolta ci è scappato il morto. Con grande rammarico e commozione apprendiamo la notizia del decesso di una donna di appena cinquant’anni di Anacapri, dopo aver subito una crisi respiratoria e diversi arresti cardiaci. Nulla sono valsi i tentativi di soccorso ad opera del personale medico e del rianimatore dell’ Ospedale Capilupi, che hanno dovuto far fronte ad una vera e propria emergenza.

E’ accaduto stanotte a Capri, quando, dopo un primo tentativo di rianimazione, la donna è stata trasferita a Napoli in elicottero. Secondo una prima ricostruzione della vicenda, lo stesso personale medico, dopo che la signora era stata trasportata in ospedale in codice rosso, intorno alle ore 22,00, avrebbe allertato la Core, centrale operativa regionale che gestisce la rete dell’ emergenza.

In un primo momento, dopo l’aggravarsi delle condizioni, veniva richiesto il servizio di idroambulanza, che risultava, come noto da mesi, guasto. Unica unità funzionante era ad Ischia, e sarebbe stato troppo lento il trasferimento. Successivamente, veniva allertato il nucleo militare, ma l’ elicottero che doveva giungere da Pontecagnano non era dotato di servizio medico a bordo. Niente da fare. Improvvisamente veniva inviato elicottero del 118, e le luci dell’elisuperficie di Damecuta, piazzola che nei giorni scorsi era stata dichiarata fuori uso per inefficienza dell’ illuminazione, improvvisamente diveniva funzionante. Il tutto, però, fra incertezza generale. La donna decedeva a Napoli dopo alcune ore.

Senza entrare nel merito della vicenda e se la lentezza dei soccorsi abbia inciso, in maniera determinante, sulla tragedia che si è consumata ieri, alcune domande dobbiamo iniziare a porcele un pò tutti, cittadini ed istituzioni locali:

Il sistema di illuminazione è funzionante o no? Se sì, come sembra, perchè così tanta lentezza nel richiedere l’ invio dell’ elicottero del 118? Non vorremmo che ci troviamo di fronte ad un gioco politico, tra incarichi ed appalti per lavori, che vede da una parte la società che gestisce il servizio, che usa pugno duro e dall’altra noi poveri cittadini.
Non si può giocare sulla pelle delle persone, questo è chiaro. Bisogna garantire un servizio necessario e vitale per l’isola intera.

Ribadiamo la necessità, anche dovuta alla lontananza dell’ eliporto dall’ospedale, di dover individuare una situazione alternativa a Damecuta, sia per fare in modo che ci si sleghi da terzi, concessionari del servizio e sia per garantire maggiore tempestività nei soccorsi stessi. Alla famiglia della povera donna vanno le nostre sentite condoglianze”.

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