Nuovo scippo al Sud: fondi mobilità sostenibile, solo 1 città su 38 è meridionale

Scippo al Sud: fondi mobilità sostenibile, solo 1 città su 38 è meridionaleSiamo ancora di fronte alla solita storia. Cambiano gli attori, ma il copione resta lo stesso: il governo circa 400 milioni di euro per la mobilità sostenibile destinandoli a 38 città italiane, di cui solo una è del Sud, Avellino. Dal decreto Sblocca Italia a oggi le modalità di azione sono rimaste le stesse: nel 2014 solo l’1,2% degli investimenti ferroviari vestiva destinato al Mezzogiorno. La questione è stata posta in evidenza dalla senatrice Sabrina Ricciardi del Movimento 5 Stelle, che scrive:

“Nella tabella di riparto dei fondi che il Ministero dei Trasporti ha assegnato ai comuni, nell’ambito del Piano Nazionale Strategico della Mobilità Sostenibile, figura solo Avellino quale città meridionale. Il che striderebbe con una premessa dello stesso Decreto – firmato dal ministro competente Paola de Micheli (PD) – che richiama il DPCM 10/05/2019 recante “Modalità di verifica del volume complessivo annuale di stanziamenti in conto capitale delle Amministrazioni centrali proporzionale alla popolazione nelle regioni del Sud” (il c.d. criterio del 34%).

“La formazione della graduatoria è avvenuta sulla base di alcuni indicatori fissati nel 2019 ma ‘pesati’ solo nell’ultimo Decreto. Ad esempio la voce ‘quota percentuale dei mezzi piu’ inquinanti sul totale del parco mezzi’ è stata ‘valutata’ poco dal ministro De Micheli, ovvero dieci punti. Considerando che dalle elaborazioni del CRCA su dati Aci, emerge che gli autobus più vecchi circolino nelle regioni del Sud Italia, probabilmente se si fosse associata a questa voce un punteggio maggiore, nella graduatoria avremmo avuto qualche città meridionale, e non solo Avellino.

“Basti pensare che la mia provincia, Benevento, è la quarta in Italia per numero di autobus immatricolati prima del 2013: ben il 94%. Pertanto scriverò al ministro affinché – a fronte della dotazione complessiva del suddetto Piano (3,7 miliardi) – venga riequilibrata la sperequazione nei prossimi stanziamenti”.