I cittadini controllano i controllori: denunciamo tutto quello che non va!

Museo Aucheologico di Napoli, custode al telefono 2

Stamattina abbiamo parlato della foto, diventata virale, di un custode del Palazzo Reale di Napoli addormentato sulla sedia invece di svolgere il proprio ruolo di controllodue giorni fa invece delle cinque persone su un solo motorino senza casco, sempre nella nostra città: questi sono solo gli ultimi due esempi, in senso cronologico, più eclatanti che hanno messo la città di Napoli sulla bocca di tutta Italia, e non solo, per qualcosa di negativo.

Molte persone, giustamente, hanno rilevato che cose del genere accadono in tutta Italia e in ogni parte del mondo, come ad esempio dimostra la foto qui sotto che ritrae un custode del museo “Albertina” di Vienna (Austria), addormentato sulla sedia, un comportamento del tutto simile al suo collega napoletano.

Custode che dorme al museo "Albertina" di Vienna
Custode che dorme al museo “Albertina” di Vienna

Il fatto, però, di essere abituati ad assistere a spettacoli del genere, a Napoli ed ovunque, non deve servire a giustificarli né a comprenderli né a passarci sopra, perché è bene ricordare che è anche a causa di quel tipo di persone che ogni giorno dobbiamo subire accuse, insulti, prese in giro, umiliazioni. Allora noi cittadini dobbiamo trasformarci in custodi e sfruttare il potere che ci dà Internet, dobbiamo fotografare e filmare tutto quello che non funziona e denunciare, stare perennemente e senza sosta con il fiato sul collo di coloro che devono provvedere a richiamare e punire chi agisce così.

Dobbiamo fotografare e segnalare il custode che dorme o si fa i fatti suoi invece di lavorare, i vigili urbani che stanno al bar a prendersi il caffè, le volanti che parcheggiano sul marciapiede e sulle strisce pedonali, i disservizi, l’incuria, le buche sulla strade e tutto, proprio tutto quello che non va. Dobbiamo controllare i controllori, dobbiamo assillarli senza tregua, perché è un nostro diritto ricevere i servizi che paghiamo. Tutta questa gente che si prende lo stipendio senza adempiere ai propri doveri, si mette in tasca i nostri soldi senza meritarlo. E non deve interessarci se a Roma stanno peggio di noi per criminalità e rifiuti, se a Milano e Torino rubano più che a Napoli, se le assunzioni vengono fatte in seguito a raccomandazioni, se oltre il 90% dei motociclisti usa il casco e così via, non ce ne deve fregare nulla di tutto ciò, a noi deve interessare soltanto vigilare e denunciare, perché ormai è palese che le inette istituzioni non agiscono quasi mai su proprio impulso.

Queste altre tre foto, invece, state scattate al Museo Archeologico nazionale di Napoli (MANN): per quanto riguarda le prime foto, il lettore che ce le ha inviate ha spiegato che si tratta di turisti asiatici che toccavano con le mani la scultura di duemila anni mentre questa sbariava al cellulare”. La scultura di duemila anni è il Toro Farnese, o Supplizio di Dirce, la più grande scultura del mondo antico mai ritrovata: un tesoro, come i tanti che abbiamo a Napoli e del resto in tutto il Sud, la cui protezione viene ignorata per mandarsi i messaggini o commentare uno stato su Facebook. Nella terza un custode che compila i cruciverba..

Queste cose succedono ovunque? Ci dispiace moltissimo, ma noi dobbiamo fare in modo che non accadano più a Napoli, rompendo le scatole a chi di dovere e diffondendo il più possibile le prove di quello che denunciamo. Gli dobbiamo far avere vergogna di quello che fanno, devono avere paura di ogni persona che può passare e fotografarli, di ogni cittadino che deve trasformarsi in custode.

Questione differente è il costante sputtanamento di Napoli, la strumentalizzazione mediatica operata per gettare fango e menzogne sulla città. È una cosa a cui opporsi e da combattere con la controinformazione, smontando pezzo per pezzo le loro bugie, ma ciò non deve significare censurare fatti che purtroppo accadono, altrimenti se ne diventa complici: come ribadito più volte bisogna segnalare, senza strumentalizzazioni, con onestà, la stessa onestà che ci aspettiamo e dobbiamo pretendere da tutti.

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