Striscia la Notizia al Cardarelli di Napoli: Situazione insostenibile e malati lasciati in barella

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Il popolare programma Striscia La Notizia nella serata di ieri ha mandato in onda un servizio sull’Ospedale Cardarelli di Napoli. Una situazione precaria quella dell’ospedale partenopeo che continua a raccogliere centinaia di pazienti rischiando il collasso a causa della mancanza di posti letto e personale. Ecco come IlMattino.it racconta l’accaduto.

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Doppia visita in corsia. Le telecamere di Striscia la notizia di nuovo al Cardarelli. Tra i barellati, e poi nell’ufficio del manager Rocco Granata per segnalare i disagi vissuti in ospedale, a causa della iperaffluenza.

Stessa problematica, altro sopralluogo. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, rappresentate da Roberto Maraniello per la Fials, Antonio Di Nardo per il Cobas, e Giuseppe Varriale per il Sanos, «che da tempo segnalano le gravi carenze logistico-strutturali», ieri al Cardarelli il vicepresidente della Camera dei deputati, Luigi di Maio, e l’ispettore ministeriale con delega alla sicurezza sulla Sanità, Salvatore Barca.

Visita nel Dea, il Dipartimento emergenza accettazione. «Dall’ispezione, che ha riguardato principalmente i locali della Medicina d’urgenza, della Chirurgia d’urgenza, del Pronto soccorso, dell’Obi e della Rianimazione è emerso – si legge nella nota diffusa dai sindacati – l’annoso problema che attanaglia il pronto soccorso più “attivo” della Campania, con una media di un accesso ogni 2 minuti e la presenza di notevoli pazienti barellati nei vari reparti, frutto non solo del mancato “filtro” sul territorio (medicina di base), ma anche delle recenti chiusure dei pronto soccorso di diversi ospedali come “Ascalesi” e Cto che hanno finito per “ingolfare” ulteriormente il presidio ospedaliero, per antonomasia, più importante della Campania».

«Tutto ciò è aggravato dalle improvvisate e pasticciate soluzioni riorganizzative messe in atto»: sindacati contrari all’utilizzo dell’androne del pronto soccorso per accogliere temporaneamente «pazienti formalmente trasferiti presso l’area obi (l’osservazione breve). Ciò determina un surplus di lavoro per gli operatori che svolgono la loro attività con grande senso di abnegazione, pur di garantire un sufficiente livello qualitativo dell’assistenza».

Secondo Di Nardo, Maranello e Varriale, «l’incontro di ieri è servito per acquisire i primi dati per un’indagine conoscitiva, al fine di cercare le migliori soluzioni possibili per un intervento atto a garantire la migliore assistenza ai cittadini». Presto, dunque, altre iniziative.

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