Gli esperti tornano a parlare del Vesuvio: “si rischia la catastrofe”

Vesuvio

Durante il programma Overshoot in onda su Radio radicale e condotto da Enrino Salvatori, si è tornato a parlare dei rischi dovuti all’attività del Vesuvio e dei Campi Flegrei. Le dichiarazioni di Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, e Aldo Loris Rossi, urbanista, sono state riportate da “Cronache di Napoli” e recitano:

Giuseppe Mastrolorenzo: “Non esistono piani di emergenza nei Comuni. Non esiste una organizzazione reale che sia in grado di portar via la gente in caso di eruzione. Ad oggi non ci sarebbe la possibilità di mettere in salvo tre milioni di persone. Esiste un’unica camera magmatica che unisce Vesuvio e Campi Flegrei. Un magma capace di produrre eruzioni di grande portata in tempi brevi con flussi piroclastici che si svilupperebbero per decine di chilometri. Nel caso dei Campi Flegrei finirebbero, per via dei venti che spirano in direzione occidentale, direttamente sulla città di Napoli, che non è nemmeno in “zona rossa”. Le conseguenze sarebbero terribili. Gran parte dei disastri nasce dalla sottovalutazione, non sempre dolosa. Gli organi competenti e di governo fanno le loro scelte ma poi si dovranno assumere le loro responsabilità”.

Aldo Loris Rossi: “È demenziale continuare a costruire in zona rossa. Pensassero a realizzare strade radiali visto che le arterie del Vesuviano, strette e affollate, si trasformerebbero in una trappola mortale”.

Della trappola mortale, per chiamarla come Rossi, vi avevamo già parlato lo scorso Agosto, in merito al piano di evacuazione nazionale praticamente inutile, poiché mancano i piani di evacuazione di ogni singolo comune vesuviano e, ad oggi, non si sa con quali modalità avverrebbe la fuga dei cittadini verso le regioni ospitanti. Al contrario, anzi, è emerso che in caso di eruzione del Vesuvio ci dovremmo “arrangiare” con i mezzi a nostra disposizione: per leggere l’articolo in questione, basta cliccare qui.

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