Napoli: si continua a coltivare nei terreni radioattivi

terreni radioattivi

Nonostante le lotte, la resistenza continua dei cittadini e la costante attenzione dei media e dell’opinione pubblica, la camorra continua a coltivare frutta e verdura nei terreni sequestrati a causa della massiccia presenza di elementi radioattivi. Incredibile ma vero, basta fare una passeggiata tra i campi presenti nella “Terra dei Fuochi“, proprio dove nel 1997 il pentito Carmine Schiavone aveva indicato quali siti di sversamenti di rifiuti tossici, per scoprire che quelle terre producono ancora cibo, magari lo stesso che va a finire sulle tavole di tutta Italia.  A tal proposito ilMattino.it scrive:

Il cancello è aperto, dopo un centinaio di metri, dove la strada asfaltata finisce nei campi, un cartello avverte «Area sottoposta a sequestro». È questa una dei tre terreni radioattivi per i quali il commissario Mario De Biase ha chiesto alla terna prefettizia di inibire le coltivazioni. Le altre aree sono risultate immuni dai veleni.

E in questi giorni, proprio per evitare il diffondersi di un panico infondato, la procura del tribunale Napoli nord ha inviato i Nas a fare nuovi sopralluoghi. A San Giuseppiello, invece, i campi avrebbero dovuto essere spogli già da molto tempo. Fanno parte dei beni della famiglia Vassallo bloccati quando Gaetano raccontò venti anni di sversamenti abusivi. E invece ti capita di calpestare i limoni, di vedere le zucchine spuntare, gli alberi da frutta disposti in filari ordinati, un mucchio di zucche sradicate.

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