L’omicidio di camorra a Forcella riapre vecchie ferite

omicidio di camorra

 

Napoli: ennesimo omicidio di camorra a Forcella sotto gli occhi sgomenti e sbigottiti della gente.

13 Dicembre 20013, un altro omicidio di camorra, un altro boss giustiziato per chissà quale faida, per chissà quale giro d’affari. “Questioni loro” continua a pensare la signora a spasso tra i decumani o lo studente che passeggia proprio per le strade di forcella, perché in quel quartiere ci abita.. insieme a centinaia di persone che vivono li da generazioni.

Questioni loro dicevamo. Ma è una bugia, quelle questioni toccano da vicino tutto il popolo Napoletano, perchè vengono risolte in mezzo alla gente ed inevitabilmente la coinvolgono. La stessa gente che la mattina si sveglia con fatica per andare a lavorare, la stessa gente che torna a casa distrutta dal lavoro e che vorrebbe solo starsene quieta sul divano a contemplare la TV.

E invece no, perché a Napoli non si sta mai tranquilli, mai davvero, mai abbastanza. E così mentre torni a casa devi stare attento a chi ti sta vicino, perché gli omicidi di camorra avvengono anche in pieno pomeriggio, anche nelle settimane che precedono Natale, anche nelle strade pulsanti piene di gente, mentre i negozi sono aperti e le bancarelle di frutta e vestiti sono in piena attività.

Come successo a Massimo Castellano ucciso venerdì a via Giudecca Vecchia mentre passeggiava tra la gente, la stessa gente che appena ha intuito quello che stava per succedere si è barricata nella bottega più vicina o è fuggita verso casa, chiudendo a chiave la porta con il fiato corto e il cuore pieno d’angoscia.

Un altro omicidio tra la gente, un’altra tragedia sfiorata a quasi 10 anni dalla morte della giovane Annalisa Durante, 14 anni, che il 27 Marzo del 2004 fu freddata con un colpo all’occhio che le devastò il cervello e che le costò la morte dopo 3 giorni di intesa agonia. Una morte assurda, che riecheggia ancora per i vicoli e stretti e bui di questa città. Oggi lei avrebbe avuto 24 anni, e tutta una vita da vivere. Ma così non è stato perché anche lei vittima innocente di una guerra che non è affatto privata, anche se vogliono convincerci del contrario.

L’ennesimo scempio ai danni di una città straordinaria e bellissima, reputata dal New York Times tra le città più romantiche del mondo, una città viva, pulsante con la forza devastante ed energica di un vulcano, ma destinata ad esser violentata per ragioni misteriose e inafferrabili.

Questo scriveva Annalisa Durante sul suo diario a seguito della morte di Claudio Taglialatela (ucciso dopo una rapina) e questo scriviamo noi, altrettanto ignari e costernati : “Oggi abbiamo visto i funerali di Claudio in televisione. Abbiamo pianto tanto. Mia madre è sconvolta, dice che è la cosa più orribile perdere un figlio. A me mi è venuto il freddo addosso. Che tragedia. Perché si deve morire così? Non è giusto. ll sogno di mio padre è portarci via da Forcella. Ha ragione. Non mi piace vivere qui. Le strade mi fanno paura. Sono piene di scippi e rapine. Quartieri come i nostri sono a rischio. Ci sono i ragazzi che si buttano via e si drogano senza motivo. La prof non sa bene i problemi del mio quartiere. La prof non può capire.”

La prof non può capire, ma noi forse si!

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