La Casa della Contessa e i tesori della Sanità: la magica caccia al tesoro di Sii Turista

palazzo dello spagnuolo alla sanità

Sabato scorso, 20 Febbraio, si è svolta la magica caccia al tesoro dei volontari di Sii Turista Della Tua Città, che hanno guidato ben 40 partecipanti nel labirinto di tesori del Rione Sanità, aprendo e mostrando luoghi sconosciuti e (quasi) inaccessibili, dove la Bellezza e la Conoscenza erano un premio più prezioso del pur ricco omaggio ai vincitori, fatto di biglietti al teatro, piccole opere d’arte e viaggi culinari. Tutto il ricavato netto dell’evento è stato versato per raggiungere la somma necessaria a realizzare, secondo una battaglia che questi giovani conducono da sempre, la recinzione della Fontana di Monteoliveto, continuamente vandalizzata senza che le autorità competenti muovano un dito.

L’esperienza ha avuto inizio nella Casa della Contessa, ovvero Palazzo de’ Liguoro di Presicce, in cui i ragazzi sono stati accolti dalla splendida donna Paola, discendente di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che ha lasciato Roma dopo averci vissuto praticamente una vita intera per stabilirsi nella Napoli che sente nel sangue, aprendo le porte del suo palazzo ai giovani e alla cultura, rendendolo sede di rappresentazioni teatrali, letture, concerti, laboratori ed altro. Gli occhi di donna Paola ardevano d’amore parlando del Rione Sanità.

Il salone da ballo di Palazzo de' Liguoro
Il salone da ballo di Palazzo de’ Liguoro

Una volta visitata la casa è cominciata la corsa nel dedalo del quartiere che fu di Totò, ogni indovinello portava all’enigma e al luogo successivo: l’Acquedotto Augusteo, chiese, palazzi, giardini e segreti. Dietro tutto ciò c’è il faticoso e preciso lavoro di Francesca Collà Ruvolo, una dei volontari di Sii Turista, che in questa caccia al tesoro si è ispirata anche al libro “Napoli insolita e segreta” dello scrittore napoletano Valerio Ceva Grimaldi.

Era da tanto tempo che pensavo ad un modo alternativo per far conoscere la città ai napoletani e, pescando nella mia infanzia, mi sono ricordata di quando alle feste si organizzava la caccia al tesoro! Mi divertivo tantissimo, ma non tanto nel conquistare il premio, quanto nel correre su e giù scoprendo i posti in cui mi portavano gli indovinelli risolti. Applicare questo gioco a Napoli è stato facile, la città sarebbe diventata il parco giochi dei napoletani e i luoghi da scoprire il loro punto d’incanto e divertimento.

Quella di sabato, è già stata la terza caccia a tesoro che organizzo (Villa Reale – Centro Storico – Sanità/Vergini) e, rispetto alle prime due, è stata la più complicata e stressante! Ho coinvolto moltissime associazioni, personalità e luoghi diversi e mettere tutti d’accordo vi assicuro che non è stato affatto semplice!

Francesca coi partecipanti al punto di arrivo
Francesca coi partecipanti al punto di arrivo

Sabato mattina, dopo aver dato il via alle danze e aver visto i 40 partecipanti che sfrecciavano su e giù per il Rione, ho dovuto fare il giro lungo per controllare che tutti i volontari fossero in posizione e che la caccia si stesse svolgendo al meglio, per questo sono arrivata in ritardo al punto del traguardo (la chiesa di Santa Caterina a Formiello) dove avrei dovuto accogliere i vincitori. Non vi nego che ero molto agitata… e se qualcuno si fosse perso? Se non avessero capito gli indovinelli? Se non fossero riusciti a trovare i siti? Arrivata alla Chiesa di Santa Caterina ho iniziato a montare lo striscione “ESSERE NAPOLETANO È MERAVIGLIOSO” e le mie paure e ansie si sono subito placate perché stava arrivando già il primo gruppo!

Sono arrivati al traguardo sudati, con il fiatone e un sorriso a 32 denti! La gente arrivava entusiasta, erano contenti per i luoghi visitati e non potevano credere di essere entrati in posti così insoliti e sconosciuti della città a due passi dal centro storico.

È stata una bellissima giornata di sole e allegria e ringrazio di cuore tutti quelli che mi hanno aiutato a realizzarla: i miei amici di Sii Turista, la Contessa de’ Liguoro, una donna squisita e di una cultura eccelsa che ci ha permesso di visitare la sua casa strabiliante, l’associazione VerginiSanità, che ci ha aperto le porte dell’acquedotto romano, i ragazzi delle Catacombe di Napoli, l’Associazione “Amici di Marcel Proust” per averci accolto nel loro suggestivo giardino, gli architetti dello studio Keller e Valerio Ceva Grimaldi che mi ha dovuto sopportare per due settimane con telefonate e richieste incessanti!

Grazie ancora a tutti… E vi prometto che la prossima caccia sarà ancora più bella!
ESSERE NAPOLETANO È MERAVIGLIOSO!

Foto: Fabrizia d’Alise

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