Scampia: il riscatto parte dalla caparbietà di due ragazzi

Scampia

Due giovani che ricevono in dono una casa editrice indipendente con sede a Posillipo e la trasferiscono a Scampia, riuscendo a gestirla bene coinvolgendo il quartiere: sembra il frutto di chi, costretto in casa dal maltempo che a volte colpisce anche Napoli, si metta allo scrittoio e decida di far lavorare la fantasia, ma si tratta invece di ciò che sono riusciti a fare Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo.

Rosario e Maddalena abitano a Scampia da quando sono nati e nel 2010 sono i stati i beneficiari di una donazione, quello della casa editrice “Marotta&Cafiero, da parte degli stessi proprietari che sono andati in pensione. I due sono riusciti a coinvolgere gli abitanti del quartiere, che portano il proprio aiuto attraverso la raccolta fondi dal basso consentendo così la pubblicazione di opere con una media di una al mese, utilizzando soltanto carta riciclata e inchiostri non inquinanti; il prezzo dei libri non supera mai i 10 euro e recano tutti la certificazione pizzo-free. Essi inoltre sono protagonisti di altre iniziative, tra le quali una biblioteca per ragazzi e un orto comune, per la cui gestione sono aiutati dalle mamme che mandano lì i propri bambini.

Rosario e Maddalena

È obbligatorio evidenziare come sia stato possibile arrivare a questa situazione soltanto grazie alla caparbietà di Rosario e Maddalena, e grazie alla partecipazione attiva degli abitanti di Scampia. All’inizio del progetto, infatti, perfino le istituzioni avevano sconsigliato ai ragazzi di intraprendere questo percorso, a causa dei tanti problemi che affliggono quella zona della città di Napoli e in particolar modo perché credevano impossibile il sorgere in quel posto di un’attività di quel tipo, ossia un’impresa basata sulla cultura e sul volontariato.

I dati di fatto tuttavia confermano il contrario, cioè che nonostante la cattiva fama e il profondo degrado di Scampia è possibile compiere qualcosa che possa avere il fine di essere l’input del riscatto, sì economico ma prima di tutto sociale, non solo di quel quartiere ma di Napoli intera; è la dimostrazione di come sia fondamentale avere fiducia nelle persone ed essere consapevoli del ruolo primario che la cultura ha e deve avere nella società: i libri, il simbolo del sapere, sono stati il tramite e lo saranno ancora di questa bellissima realtà che non esisterebbe se due giovani, invece di crederci, avessero trattato Scampia come un problema insanabile invece che come un punto di partenza, il che vale a dire se si fossero comportati come le istituzioni.

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