Una Montmartre napoletana nei pressi di Capodimonte

Capodimonte

Una Montmartre nel pieno centro di Napoli. Questa la rivoluzionaria idea di alcuni cittadini che, stufi del degrado, della sporcizia e dell’abbandono, hanno voluto ripulire da siringhe, escrementi e rifiuti di ogni genere le storiche scale della Principessa Iolanda nei pressi di Capodimonte.

Una domenica mattina all’insegna del senso civico e della mobilitazione quella che ha visto protagonisti un gruppo di normalissimi cittadini guidati dalle associazioni Uècap “Sii turista della tua città“, e dal comitato cittadino Uanma pronti a rimboccarsi le maniche per dare nuova vita alle Scale di Capodimonte.

Secondo le testimonianze di chi era sul posto, c’era sporcizia ovunque. Ogni tipo di rifiuto, compreso siringhe ed escrementi. Ma da oggi le cale della Principessa Iolanda avranno nuova vita, diventeranno la Montmartre napoletana, con tanto di artisti di strada, musica dal vivo, banchetti ed esposizioni per giovani ed attempati artigiani, ed  ancora mostre, laboratori e visite guidate!

La delegazione dei cittadini impegnata nell’operazione ha così commentato: «Una gestione scellerata da parte della terza municipalità che dovrebbe occuparsi di questi luoghi. Non solo noi il nostro evento lo faremo, ma ci siamo ripromessi di organizzare nella giornata in cui doveva esserci l’evento (cioè oggi) una grande impresa di pulizia dei giardini e delle scale» lanciando poi un appello-fida al sindaco de Magistris: «Sindaco ci lasci adottare questi spazi, e non solo per la pulizia e per la manutenzione, che quello è scontato ed oggi infatti ne è stato l’inizio. Ci dia la possibilità di far rinascere questo luogo storico, meraviglioso, per portare l’arte nella bellezza e la bellezza nell’arte. Per portare i napoletani nei luoghi della loro storia e la storia napoletana nelle nostre coscienze. Luoghi d’incanto destinati a deposito per giardinieri per tre scope, due palette e una carriola, non è accettabile Sindaco, lei che punta a fare di Napoli la più grande meta turistica d’Italia, lasci che quegli spazi siano restituiti alla città e alla sua arte, ai tanti giovani artisti napoletani, ai suoi artigiani, ai suoi creativi, ai suoi scrittori. Negli anni ’70 Warhol si intratteneva nei bar di Napoli con i suoi numerosi ed invidiabili talenti, oggi i nostri talenti scappano all’estero. Il sindaco capirà che noi i nostri talenti ce li vogliamo tenere, perché sono i nostri amici, fratelli, sorelle, colleghi, sono la nostra forza, il nostro vanto, così come questi luoghi oggi dimenticati dalle istituzioni e dai napoletani stessi. Noi dobbiamo credere in noi stessi e nella nostra città. Il sindaco creda in noi e ci dia la possibilità di fare il nostro dovere. Siamo certi che sarà dalla nostra parte».

 

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