“Fratelli d’Italia” e i fischi che hanno indignato la Nazione

autografo fratelli italia

Anche “il fischio” ha una sua storia, fa parte della cultura di un popolo, dove è permesso. Fin dall’Antico Testamento troviamo testimonianze di popoli inferociti intenti a fischiare, quindi possiamo dire che rientra nelle attitudini dell’umanità, da sempre.

Si fischia per approvazione. Pensiamo al passaggio di una bella donna, o per stupore, per chiamare, per attirare l’attenzione. Negli anni ’60 e ’70 ai concerti rock i fischi avevano sostituito gli applausi. Vero è che si fischia anche per disapprovazione.

Cosa avrebbe di tanto sacro e inviolabile l’inno italiano che, tutti i benpensanti di questo paese, fanno gli offesi e gli indignati? Perché dai talk show, a decine, nessuno si chiede del perché dei fischi napoletani all’Inno di Mameli?

Prima del fischio d’inizio di Fiorentina Napoli, il cameraman ha sperato che non accadesse, puntando l’obiettivo su due bambini di diversa fede calcistica che cantano insieme il canto degli italiani, proprio per togliere ogni senso e significato a quei fischi che, invece,  avevano un forte potere simbolico. Questo però è qualcosa che ai bambini non si può spiegare, è difficile far capire e da accettare.

Ma il cameraman che conosce il suo mestiere non si fa sfuggire niente, anche se non c’è niente da farsi scappare.  Ma l’occasione è ghiotta quando ti ritrovi di fronte uno come Genny a’ carogna, col suo grugno truce e una faccia poco raccomandabile.

Quando capita un’altra volta? C’è tutta l’Italia che guarda. Roba da far gridare Lombroso: “ho sempre avuto ragione”. Bisogna approfittare del momento. Ancora una volta ci sono tutti i presupposti per narcotizzare in massa e distogliere l’attenzione dell’Italia intera. Fatto accertato da uno studio del professor Santarpia raccontato nell’articolo “Quella vergognosa strategia della distrazione”. Articolo di facile consultazione ma molto difficile da digerire, soprattutto per quelli che l’inno non lo fischiano ma lo cantano.

Il professor Santarpia associato di psicopatologia clinica all’università di Aix di Marsiglia scrive che quanto è accaduto a Roma è conosciuto come applicazione della strategia della distrazione, (Chomsky) e dello spostamento (Freud). Si tratta di manovre cognitive e affettive situate a livello individuale/collettivo con cui si sposta l’attenzione totalmente da un punto nevralgico a un altro che, lo è meno o lo è, ma fuori contesto.Ma Genny si chiede: “Perché si preoccupano di me quando c’è un ragazzo in pericolo di vita?“ ma la sua maglia fa scalpore, è facile leggerla come un insulto nei confronti della memoria dell’ispettore Raciti e della sua famiglia.

Un napoletano come lui ha un codice non scritto che non gli permette di fare una cosa del genere. Ancora una volta i napoletani hanno fischiato l’inno, trattano con le autorità se giocare o meno. Possiamo dire senza ombra di dubbio che se i napoletani “fanno” i fischi l’Italia ha fatto fiasco.

Uno Stato che continua a comportarsi come una matrigna acida, e gli italiani si chiedono ancora perché non cantiamo “Fratelli d’Italia”? Se questi sono i fratelli cosa saranno i cugini? Stando allo studio del professor Santarpia ci interroghiamo se tutto ciò non sia un tentativo di recupero di fiducia nei confronti delle forze dell’ordine.

E qui ci viene in mente il caso Aldrovandi e gli applausi verso i suoi killer da parte dei colleghi. Gli applausi dei poliziotti non sono vergognosi? E come mai uno slogan su una maglietta fa più scalpore? Siccome è indosso a uno che solo a vederlo ti viene voglia di condannarlo, anche se non ha fatto niente, uno così meglio tenerlo dietro le sbarre.

La memoria e la famiglia dell’ ispettore Raciti non c’entrano proprio nulla con una maglietta che non vuole essere altro che un richiamo, qualcosa che faccia rumore, perché Speziale in carcere per la morte di Raciti sta chiedendo il riesame del processo. Simone Nastasi nel suo libro “Il caso Speziale” solleva diversi interrogativi in tal senso, secondo Nastasi anche se la vicenda giudiziaria è conclusa i dubbi restano. Allora i fischi fanno paura perché possono svelare i tanti fiaschi italiani?

Il clima si sta arroventando di ora in ora arrivano notizie a valanga che dipingono Napoli e i napoletani peggio di quando venivano chiamati Briganti, la tecnica è la stessa.

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