Razzismo negli stadi, Nicchi: “Si parla a sproposito. Gli arbitri sanno cosa fare”

Dopo i fatti di ieri, avvenuti sia fuori che dentro lo stadio, tornano al centro del dibattito pubblico le questioni della violenza e del razzismo all’interno del mondo del calcio. Se Carlo Ancelotti, il procuratore federale Pecoraro ed il sindaco di Milano Giuseppe Sala sono fermi nel condannare tali episodi, c’è invece chi cerca di difendere quegli arbitri che ignorano cosa avviene sugli spalti.

Marcello Nicchi, presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), difende infatti la categoria di cui ha fatto parte e passa al contrattacco. In un’intervista a LaPresse ha infatti dichiarato:

Cori razzisti? Non abbiamo niente da dire, c’è già tanta gente che parla a sproposito. La richiesta di sospendere la gara da parte del tecnico azzurro Carlo Ancelotti e del procuratore federale Pecoraro? Lui faccia il procuratore, l’arbitro e gli addetti all’ordine pubblico fanno quello che devono fare”.

Nicchi, insomma, sceglie di non affrontare il problema, o almeno non farlo pubblicamente e difendere l’operato degli arbitri che quasi sempre non sospendono le partite in caso di cori ed episodi di matrice razzista. Una scelta che a noi sembra, francamente, incomprensibile e che costituisce probabilmente un ostacolo al processo di risoluzione di un problema vergognoso.

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