Mia Martini difese Masini: “Dicono che porta jella come me. Invidiano chi ha successo”

Se c’è un’affermazione sul genere umano che si può dichiarare vera, senza timore di sbagliare, è che non impara mai dai propri errori. È il caso, ad esempio, di una triste ed ignobile diceria che accomuna Mia Martini e Marco Masini, quella che li vorrebbe portatori di sfortuna.

In entrambi i casi a scatenare le maldicenze è stata l’invidia: il pettegolezzo su Mia Martini nacque negli anni ’70, quando un impresario, che voleva legarla a sé con un contratto a vita ed in esclusiva, si vendicò del rifiuto della cantante incolpandola di un incidente che causò la morte di due ragazzi. “È lei che porta sfiga”, così liquidò la faccenda l’impresario, addossandole un’etichetta che culminò nel ritiro dalle scene di Mia Martini nel 1983:

La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C’era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch’io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all’assurdo, per cui decisi di ritirarmi.

L’odissea di Marco Masini è cominciata invece agli inizi degli anni ’90, quando Mia era ancora viva. A differenza di lei, per fortuna, Masini è riuscito a non cedere e rialzarsi. Di lui si diceva (qualcuno lo afferma ancora) che proponesse musica triste, che porta alla depressione e al suicidio. Un noto conduttore lo etichettò come “funesto”. Nel 2001 il cantautore decise di ritirarsi, incolpando i critici e la censura: i suoi brani, infatti, non venivano trasmessi nelle radio e non gli si permetteva neanche di pubblicizzare i suoi lavori. Due anni dopo il ritorno per acclamazione dei fan, che lo hanno rivoluto fortemente in scena.

Proprio in difesa di Marco Masini corse Mia Martini. La registrazione radiofonica con il suo intervento a Radio Due nel 1994 è stata trasmessa durante un’intervista di Giletti al cantautore:

Questa polemica io la voglio fare a tutti i costi. Proprio i critici l’hanno massacrato Masini. È un musicista, è un grande artista, ha una voce bellissima: ma cosa vuoi di più? Infatti rimasero tutti stravolti e colpiti. L’anno dopo ha venduto un milione con “Perché lo fai” ed è diventato praticamente il bersaglio di tutta la critica. Questa non è una bella cosa. Hanno detto di lui qualsiasi cosa come avevano fatto con me, un po’ di anni fa. Ho sentito dire anche che portava jella, quindi ritornava di nuovo lo stesso discorso. Perché bisogna essere così squallidi in Italia? Secondo me c’è un po’ di invidia, perché quando qualcuno ha un successo così grande come Marco Masini c’è qualcuno che non è molto contento, ci rimane un po’ male.

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