Jorit: “I veri intellettuali sono come Pasolini, non speculano sui problemi di Napoli”

Le critiche di personaggi famosi e non, verso Gomorra, sembrano aver assunto una vena più accesa e decisa nell’ultimo periodo. Dopo le parole dell’attore Biagio Izzo che si è scagliato contro chi assume Gomorra a modello culturale e di conoscenza di Napoli, anche l’artista Jorit ha deciso di sottolineare quanto la città sia ben altro, ovvero diversa da chi continua a raccontarla solo ed esclusivamente nella sua bruttura. Pennellate grigie e scure che a Napoli ci sono, ma sicuramente non bastano per descrivere la verità, la bellezza reale e dominante, della città partenopea.

In un post su Facebook il giovane artista internazionale che ha abbelito la città con i suoi murales rappresentanti i volti delle persone, napoletane e non, che si sono distinte per il loro impegno sociale e umano, ha espresso il suo pensiero sulla sua città, martoriata spesso ingiustamente. Anche se il riferimento a Gomorra e l’attacco a Roberto Saviano non è palesemente scritto, è decisamente chiaro se si legge bene tra le righe.

La sua arringa social parte dal presupposto che la città Napoli non risulta essere tra le città più pericolose né d’Italia né da un punto di vista europeo, dati certificati da più alte e illustri fonti. Quindi: Perché nell’immaginario mondiale Napoli è la culla del male? Napoli è diventata ormai il set privilegiato di chi ha intuito l’affare descrivendola come concentrato di criminali sanguinari da incarcerare e reprimere”.

E queste persone che hanno speculato su Napoli e sui mali che esistono, perché sarebbe ingiusto negarli, non sono né da encomiare né da tenere in considerazione. Infatti, segue il post: “Gli intellettuali veri sono come Pasolini al servizio del popolo, contro il potere, per la rivoluzione, che chiedevano scuola, lavoro e la fine della miseria. Gli intellettuali di oggi, per la maggior parte, sono al servizio del mercato, contro il popolo”.

Il post Facebook di Jorit:

 

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