Procedimento disciplinare per Vespa: l’intervista a una vittima di violenza fa rabbrividire

Ha sollevato una furiosa polemica l’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli, una donna vittima di violenza da parte dell’ex compagno. Le domande e i commenti rivolti dal giornalista alla donna sono stati considerati tanto scorretti e hanno avuto una risonanza così forte che anche l’Ordine dei giornalisti si è sentito in dovere di intervenire.

Nel corso della trasmissione “Porta a Porta”, Bruno Vespa ha avuto modo di intervistare Lucia Panigalli, una donna con un passato doloroso alle spalle e con un presente altrettanto drammatico. Lucia infatti è costretta a vivere sotto scorta da quando il suo ex compagno, che aveva tentato di ucciderla, è uscito dal carcere per “buona condotta”.

Questo nonostante l’uomo avesse anche assoldato un sicario per ammazzarla mentre era in prigione. Eppure, una delle prime domande che Bruno Vespa rivolge alla donna è “Che cosa teme?“. La risposta è tristemente ovvia: “Temo molto per la mia vita“. Il racconto di Lucia Panigalli prosegue, ma viene spesso interrotto dal giornalista, che le rivolge dei commenti a dir poco dubbi.

Era così follemente innamorato di lei da non volerla ‘dividere’ se non con la morte?”. Questa è una delle domande che fanno rabbrividire e infuriare il pubblico di Porta a Porta. La donna risponde tranquillamente che non riesce ad associare l’aggressione subita con un “amore folle”. Uno degli ultimi commenti di Bruno Vespa al racconto dell’aggressione è il seguente: “Se avesse voluto, l’avrebbe uccisa”.

Non sorprende che a questo proposito sia intervenuta anche la Commissione pari opportunità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, la quale “deplora contenuti, toni e linguaggio utilizzati nella trasmissione Porta a Porta del 17 settembre 2019, durante la quale il conduttore Bruno Vespa, ha reiterato un atteggiamento ambiguo, scorretto e irrispettoso nei confronti di una donna già vittima di violenza.

La Commissione chiede una maggiore attenzione alla Rai nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo, anche alla luce dell’adesione dell’azienda al Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne“.

Di conseguenza, “Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto di una privata cittadina sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento“. Attendiamo ulteriori sviluppi della vicenda, e ci auguriamo che venga riservato un rispetto sempre maggiore alle donne vittime di violenza.

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