Anziani traumatizzati dal Covid: hanno più paura di restare soli che di morire

Il Coronavirus ha gettato l’ombra sul futuro di tutto il mondo, ma in particolar modo quelli più spaventati sono gli anziani che rappresentano i soggetti più a rischio di questa malattia.

I nostri nonni si sono barricati in casa. Hanno paura di essere contagiati ed hanno paura di contagiare. La loro età infatti rende il virus più aggressivo e quindi si tengono alla larga da qualsiasi ambiente a rischio. Secondo una ricerca però la paura più grande è proprio quella di contagiarsi e contagiare (38,6%), seguita dalla paura di essere intubati. (36,4%).

La paura più grave ovviamente sarebbe quella di perdere la vita, di morire a causa del Coronavirus. Questo fattore in realtà colpisce un anziano su 5. La paura di morire da soli è più spaventosa per il 30% degli intervistati che hanno preso parte alla ricerca della ricerca di Senior Italia Federazioni.

Gli over 65 però non hanno solo paura, hanno anche cambiato la loro routine. La maggior parte di loro, il 57%, si è autoisolata. Si è chiusa in casa ad occuparsi delle faccende domestiche con rare uscite per beni di prima necessità e nulla più. Il Coronavirus ha quindi colpito nell’animo i più anziani che hanno dovuto anche adattarsi al mondo moderno.

Secondo lo studio infatti è notevolmente aumentata l’informazione attraverso mezzi tecnologici come i telefonini, anche se la televisione ed i giornali regnano sempre in questo campo. Hanno dovuto adattarsi anche ai sistemi di comunicazione con i familiari, utilizzando alcune piattaforme come WhatsApp per poter veder in video i loro cari o addirittura per chiedere delle informazioni al proprio medico di base.

Insomma il Coronavirus ha stravolto il corso delle cose colpendo in particolar modo le fasce più deboli della popolazione. Da una parte i bambini che stanno perdendo la libertà senza neanche sapere di perderla. Dall’altra gli anziani che dopo una vita dedicata al lavoro ed alla famiglia si trovano spesso isolati e forzati a cambiare le loro abitudini. Il Coronavirus non è una semplice malattia ma un vero e proprio vettore di cambiamento sociale.

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