Covid, Miozzo: “Terza ondata sarà legata al periodo di Natale non al ritorno a scuola”

Covid – la terza ondata non sarà legata alla scuola. Sono tanti i virologi e gli esperti che hanno preannunciato una quasi sicura terza ondata di covid, se non si rispetteranno le norme attualmente vigenti.

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Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, parlando in Commissione al Senato, ha però voluto specificare che quest’eventuale terza ondata non sarà legata al ritorno a scuola il 7 gennaio, ma agli errori che si potrebbero commettere nei giorni di Natale.

Io ritengo che non sia corretto sostenere l’ipotesi di una terza ondata collegata alla scuola. La seconda ondata non è stata collegata alla scuola ma probabilmente agli effetti di una estate passata nella non osservanza delle indicazioni date.

Il rischio non deriva tanto dalla riapertura il 7 gennaio dalle scuole ma dai comportamenti non corretti che potrebbero avvenire da oggi e per tutto il periodo delle vacanze natalizie legato alla grande movimentazione delle persone e al desiderio di incontro tra congiunti che può creare rischi“.

Miozzo poi ribadisce come il Cts abbia prestato sempre grande attenzione al tema scolastico, ribadendo che è sempre stato un ambiente protetto dove i rischi sono controllati. Quello che sottolinea l’esperto però, in vista della riapertura delle scuole superiori, è l’esigenza di interventi sui trasporti e sulle aggregazioni pre e post scolastiche:

Le ore passate a scuola sono ore educative nelle quali gli studenti hanno con i loro docenti conoscenze sul rischio potenziale, non tanto per se stessi, ma per i loro genitori e soprattutto i parenti più fragili“.

Infine Miozzo ha parlato della difficoltà dei ragazzi italiani che sono incappati più volte in aperture e poi in chiusure delle scuole che potrebbero essere problematiche sia per l’apprendimento che per la salute psichica degli stessi. Sull’argomento mascherina durante le ore in classe risponde: “Abbiamo nel Comitato tecnico scientifico due pediatri che sostengono che non ci sono evidenze di danno dall’uso delle mascherine su bambini e ragazzi“.

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