De Luca se la prende con baretti e movida: vietato vendere alcolici di sera

Napoli Il capro espiatorio è ancora una volta la movida. Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza numero 19/2021 della Regione Campania con la quale – oltre ad allinearsi all’ordinanza del 22 giugno 2021 del Ministero della Salute sull’utilizzo della mascherina – prevede restrizioni per quanto riguarda la vendita di alcolici.

Dal 28 giugno al 31 luglio 2021 in Campania, dalle ore 22 alle 6, sono vietati la vendita con asporto ed il consumo all’esterno di bevande di qualsiasi gradazione alcolica. Nello specifico, nell’ordinanza è testualmente affermato:

1. dalle ore 22,00 e fino alle ore 6,00:

a) è fatto divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, da parte di qualsiasi esercizio commerciale (ivi compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati) e con distributori automatici;

b) è fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali;

c) ai bar, “baretti”, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante nonché agli altri esercizi di ristorazione la vendita di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, è consentita esclusivamente al banco o ai tavoli;

d) sono comunque vietati affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

2. È fatta raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto del divieto di assembramenti, in particolare nelle zone ed orari della cd. “movida”.

Un’ordinanza che va quindi a colpire migliaia di locali sul territorio regionale che, così, vedono ridotti ulteriormente i propri introiti. Per la pressoché totalità di questi esercizi commerciali è completamente inutile restare aperti, poiché la prevalenza del lavoro da questi svolto avviene nella fascia oraria in cui vi è il divieto. Chi non ha tavolini deve contingentare le entrate per far consumare al banco, ma si tratta spesso di luoghi dove possono accedere al massimo due o tre persone. Non sono stati previsti ristori, in ogni caso non ne avrebbero avuto diritto perché è concesso restare aperti. Cosa deve fare allora il proprietario di un locale di pochi metri quadrati con un piccolo banco, situato in una zona di movida? Chi gli dà i soldi per vivere?

Con questi presupposti è già adesso possibile prevedere che si verificheranno situazioni di illegalità. Se l’alternativa è fare la fame, allora è ovvio che molti cercheranno di tirare avanti sperando di non essere sanzionati. Quando si impongono delle norme bisogna tenere conto dei contesti, altrimenti le autorità non vengono viste come entità che lavorano per il bene del cittadino, ma come un nemico da aggirare in qualche modo.

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