Le dieci leggende sui palazzi più misteriosi di Napoli

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L’occulto da sempre esercita un influsso particolare sull’animo umano. Attirati da tutto ciò che non riusciamo a comprendere, rimaniamo spesso “vittime” di credenze, leggende e superstizioni. Anche i più scettici, almeno una volta nella vita, ne hanno subito il fascino e la seduzione. La letteratura popolare abbonda di personaggi e storie magiche che, ancora oggi, vengono tramandate da generazione in generazione. Discorso a parte per Napoli, città oscura e magica per eccellenza, da sempre legata alla superstizione e al mistero. Con le sue strade strette dove non entra mai il sole, con i suoi vicoli inaccessibili e tortuosi, Napoli sembra essere architettonicamente predisposta all’oscuro. Numerosi sono stati i palazzi che nel Napoletano hanno dato vita a storie di fantasmi, spiriti e presenze inquietanti che sembrano aggirarsi negli androni delle scale, o sulle vecchie terrazze. (Emblematica la commedia di Eduardo de Filippo “Questi Fantasmi” dove un terrorizzato inquilino perde famiglia e dignità proprio a causa di una di queste). Abbiamo raccolto le storie più belle e affascinanti di alcuni dei palazzi più conosciuti della città.

Tra i racconti più famosi, quella di Giuditta Guastamacchia, sanguinaria assassina giustiziata il 19 aprile del 1800 la cui anima sembra aggirarsi ancora nei corridoi di Castel Capuano per vendicarsi dell‘atroce morte che le era stata riservata. Così come prevedeva la legge dell’epoca, Giuditta fu impiccata e privata di testa e mani che furono esposte alle sbarre di ferro della cella in cui vene ammazzata e mutilata. Pare che di tanto in tanto, soprattutto nel giorno della sua morte, lei torni a far visita al mondo dei vivi!castel-capuano-

Tra le storie più conosciute, quella di Palazzo Sansevero, in Piazza San Domenico, civico n.9 dove una giovane Maria d’Avalos fu uccisa in compagnia del suo amante Don Fabrizio Carafa d’Andria dalla mano del marito Carlo Gesualdo, principe di Venosa, che li sorprese insieme mentre giacevano ancora avvinghiati. Il Principe decise allora di riservare ad entrambi una  morte esemplare, murandoli vivi nella stanza dell’adulterio il 18 ottobre 1590. Pare che nelle notti buie e tempestose, un grido di dolore riecheggi ancora nel palazzo, terrorizzando gli inquilini.

 

Non meno inquietante la storia di Palazzo Spinelli di Laurino, In Via Tribunali al n. 362 storico edificio del 1500 ritenuto uno dei palazzi più belli del decumano maggiore. Pare che al suo interno sia vissuta una bambina di nome Bianca, orfana di buona famiglia che il Duca decise di accogliere in casa. Secondo la leggenda, donna Lorenza, moglie del Duca, decise di ammazzare la ragazzina in preda alla gelosia. Folle d’odio la donna uccise Bianca murandola con uno spesso muro di mattoni. Pare che la ragazzina con le ultime energie rimaste pronunciò la frase “Famme pure mura’ viva, ma in allegrezza o in grannezza tu me vidarraje”. Da allora tre giorni prima che alla famiglia Spinelli accadesse un fatto lieto o una sventura, l’anima della ragazza si materializzava sulla balaustra all‘interno del palazzo.

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Esiste una leggenda anche sul palazzo che sovrasta l’isolotto della Gaiola, dove sorge una bellissima villa abbandonata abitata dal fantasma di una donna senza volto. I pescatori amano raccontare che quella sia l’anima della sposa di un vecchio proprietario della villa macchiatosi di tradimento, morta negli anni ‘20. L’uomo, innamorato della cognata, fu scoperto dalla moglie mentre possedeva la ragazza, lei sopraffatta  dal dolore scappò via. Il suo corpo senza vita fu restituito dal mare in tempesta. La maledizione della Gaiola sembra aver dato vita ad una lunga serie di morti misteriose. Come quella di un ricco commerciante di profumi, Otto Grunback, trovato morto suicida, e quello di Maurice Sandoz, famigerato farmacista dell’epoca che nel 1955 fu trovato morto nel giardino della clinica psichiatrica dove fu rinchiuso perché convinto di essere perseguitato dalla sfortuna.

Non meno conosciuta la storia di Palazzo Donn’Anna a Posillipo infestato dallo spirito di Anna Carafa, bellissima e seducente nobile che eliminava gli amanti dopo aver fatto l’amore, gettandoli in una botola collegata con il mare. Pare che i pescatori della zona siano soliti sentire lamenti, pianti e gemiti provenire da alcune cavità marine. Ma la bella Anna Carafa non sembra essere l’unica presenza inquietante, si vocifera infatti che di tanto in tanto, sulla terrazza del vecchio edificio, vengono avvistate in particolari momenti del giorno, due figure biancastre che danzano ripetutamente. C’è chi dice si tratti degli spiriti di Mercede de las Torres e Gaetano Casapesenna uccisi anch’essi per amore.palazzo-donnanna
Negli ultimi anni però, nuove leggende hanno preso il posto delle antiche storie popolari, come quella riguardante un palazzo in via Giambattista Vico devoluto alla Madonna di Pompei, dove i condomini giurano di assistere a fenomeni inspiegabili come mobili in movimento, porte e finestre sbattute violentemente, oggetti scaraventati e inquietanti figure di uomini senza gambe che si aggirerebbero indisturbati sotto gli occhi degli inquilini. C’è anche chi giura che, nei pressi di Corso Garibaldi, numerosi inquilini di un palazzo vengano messi in fuga dal fantasma di un impiccato la cui testa appare in cima alle scale, oppure la si vede penzolare da una delle finestre.

Dopo questa suggestiva carrellata di storie, scommetto che da oggi in poi, passeggiare per i vicoli di Napoli, non avrà più lo stesso sapore!

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