Corsi antisoffocamento gratis ai docenti. Pediatri insegnano tecniche salvavita

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L’associazione “Il faro pedriatrico” ha messo a disposizione dei corsi antisoffocamento gratuiti ai docenti che insegnano agli asili nido, alle scuole materne ed elementari napoletane. E’ importante che chi lavora a contatto con i bambini apprenda queste tecniche per evitare soffocamenti durante i pasti o addirittura durante i giochi. A tal proposito il sito IlMattino.it scrive:

Cinquanta bambini ogni anno in Italia muoiono per soffocamento: un boccone andato storto, una monetina, un bottone o una pallina ingerita beffando lo sguardo di madri, nonne, baby- sitter o educatori. E il 67% dei casi di soffocamento avvengono durante i pasti. Numeri da brivido che il dottor Raffaele Troiano elenca prima di cominciare ogni lezione sulle manovre di disostruzione pediatrica che, insieme ai suoi colleghi Sergio Maddaluno e Luca Astarita dell’associazione no profit “Il faro pedriatrico” , propongono a genitori e docenti degli asili nido e delle scuole materne e primarie napoletane.

“Il pericolo può nascondersi ovunque, in un pezzo di carota tagliato male, in noci, nocciole, caramelle o parti di giocattoli – spiega Troianoe la persona vicino al bambino ha solo due-tre minuti di tempo per salvargli la vita. Ecco perché è fondamentale che le manovre anti-soffocamento diventino un patrimonio comune di genitori, baby sitter ma soprattutto educatori che devono gestire più bambini contemporaneamente”.

E il pensiero vola a quel maledetto boccone di mozzarella che a marzo 2013 causò al soffocamento di Patrizio, un bimbo di 4 anni, morto a Napoli durante l’ora di refezione nella scuola materna Minucci di via Bernardo Cavallino a Napoli. Ecco perché l’associazione “Il faro pediatrico”, da un anno, propone gratuitamente, ai docenti degli asili nido e delle scuole materne e primarie, corsi di primo soccorso pediatrico e di disostruzione respiratoria (www.faropediatrico.com). Tre ore di lezione rivolti anche ai genitori, che però versano una piccola quota associativa, in cui, grazie all’aiuto di manichini, si apprendono le principali tecniche per aiutare un bambino che non riesca più respirare.

“Noi prospettiamo tre scenari con differenti gravità – spiega Troianouno verde in cui il bambino ancora parla e tossisce e quindi il soccorritore deve calmarlo e incoraggiargli la tosse perché il piccolo potrebbe espellere da solo il corpo estraneo ingerito, uno giallo in cui il bimbo non emette più suoni, sta soffocando e quindi l’adulto deve aiutarlo con pacche dorsali, compressioni toraciche o la compressione ‘a cucchiaio’ di Heimlich e, purtroppo, uno scenario rosso in cui il bimbo ha perso i sensi e non resta altro da fare se non la rianimazione cardiopolomare dopo aver chiamato, naturalmente, il 118”.

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