Candy Candy: un’icona dell’emancipazione femminile

Candy Candy

Entrata da tempo a far parte dei cartoni cult anni ’80, Candy Candy ritorna a far parlare di sé, non per un sequel, come di solito accade, bensì per un compleanno.

Quest’anno, infatti, compirà 40 anni o meglio, sarà il famoso manga disegnato da Yumiko Igarashi, pubblicato nel 1975, ad entrare negli “anta”.

Tratto dal romanzo di Keiko Nagita, meglio nota con lo pseudonimo Kyoko Mizuki, il cartone o anime giapponese, racconta la storia dell’orfana Candice White, per gli amici Candy Candy, appunto, dal suo ritrovamento davanti alla porta de “La Casa di Pony”, fino all’età adulta.

Una vita ricca di gioie e dolori, amori e amicizie per la nostra amata “Signorina Tarzan tuttelentiggini”. Un personaggio che evolve nel corso del tempo, lottando contro le convenzioni e il conformismo della società maschilista degli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale.

La storia, quindi, mostra una forte impronta femminista, all’alba delle prime rivendicazioni femminili, ad opera del movimento delle “suffragette” (gruppo di donne manifestanti per l’estensione del voto al gentil sesso). Candy, infatti, lotta contro la povertà, alla ricerca di una propria indipendenza economica, difendendo i valori in cui crede: l’onestà, l’amore e l’amicizia, il rispetto per ogni essere umano, senza distinzioni di razza, istruzione o estrazione sociale. Un’ottima icona per la celebrazione della Festa della donna.

Candy & Terence
Candy & Terence

In Italia, il cartone arriva nel 1980, con la sigla cantata dai Rocking Horse, quella che, per intenderci, fa: 

“Candy è poesia…
è zucchero filato
è curiosita’
è un mondo di pensieri e libertà …”

sostituita, poi, dalla Dolce Candy” di Cristina D’Avena.

Attualmente, Candy è la protagonista sul web di molti forum e pagine facebook, nonché del nuovo libro illustrato “Candy Candy – Amori e battaglie” (edizioni Ultra, Collana Shibuya), opera della pittrice Lidia Bechis, grande fan del manga.

Grandi occhi puliti e verdi, enorme sorriso, capelli biondi ricci, sempre legati con grandi fiocchi colorati, ma sopratutto un mare di lentiggini sul naso, Candy Candy è stata l’eroina di almeno due generazioni di ragazzine, che si sono identificate in una figura positiva, capace di affrontare innumerevoli avversità sempre con coraggio e senza mai arrendersi, in compagnia dell’inseparabile amico: il procione Klin.

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