La Chiesa di Santa Sofia a Benevento, prezioso lascito longobardo

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Ispirata alla Cappella liutprandea (730-740 d.C. circa) del Palazzo Reale di Pavia, la Chiesa di Santa Sofia a Benevento fu costruita intorno al 760 dal Duca longobardo della città, Arechi II. La Chiesa, di dimensioni abbastanza contenute, presenta una particolare pianta stellare a struttura centrale ed è il risultato di numerosi restauri attuati nel corso dei secoli che ne hanno profondamente modificato l’aspetto fino a renderla ciò che essa è attualmente.

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Chiesa di Santa Sofia, esterno.

La facciata principale della Chiesa affaccia in Piazza Matteotti e, a partire da un restauro settecentesco, presenta particolarissimi spioventi ricurvi che le conferiscono, nella sua apparente semplicità, un tocco di originalità. Spicca sulla facciata, quasi completamente monocromatica, un affascinante portale romanico. Esso ospita all’interno della propria lunetta un bassorilievo risalente al XIII secolo. Questo, una volta posizionato sul protiro, aggiunto nel corso di un restauro di epoca medievale e oggi andato distrutto, raffigura Cristo in trono tra la Vergine, San Mercurio e Gregorio Abbot inginocchiato. Il portale risulta inscritto all’interno di una originale matriosca di archi che esso stesso contribuisce a produrre.

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Interno della chiesa

All’interno sei colonne, con molta probabilità provenienti dall’antico Tempio di Iside, si dispongono al centro ai vertici di un esagono e sono collegate tra loro dagli archi che sorreggono la cupola. Otto pilastri di pietra calcarea bianca e due colonne ai lati dell’ingresso circondano poi l’esagono centrale formando un anello decagonale. Ed è proprio l’incontro tra quest’ultimo e l’esagono interno a dar vita a particolari ed irregolari coperture a volta, dapprima quadrangolari, poi romboidali e infine triangolari che richiamano, molto probabilmente, la forma delle tende un tempo usate dal popolo longobardo durante il suo lungo girovagare in Europa.

Di grande impatto visivo anche la forma delle pareti. La struttura circolare che ritroviamo in prossimità della zona absidale si interrompe bruscamente, nella parte centrale, a favore di pareti più squadrate disposte a disegnare parte di una stella a sua volta interrotta dal portone d’ingresso.

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Esterno, absidi.

Risulterebbero connessi con l’esistenza di una scuola di pittura e miniatura a Benevento, alcuni frammenti di affreschi ancora conservati nelle absidi laterali della Chiesa di Santa Sofia. Sarebbero da datare, infatti, tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo l’Annuncio a Zaccaria, Zaccaria muto, l’Annunciazione e la Visitazione alla Vergine.

Fonti: Pierluigi De Vecchi e Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia – L’arte nel tempo.

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