Storia di uno stile di vita: ‘o scrocco

scrocco

Un’immagine eloquente: una lumaca che approfitta di un passaggio sul carapace di un’altra. Ebbene si, anche in natura esistono gli “scrocconi”! Lo scroccone è colui che chiede qualcosa, non una volta, ma ripetutamente sfruttando la bontà e la disponibilità di un altro, senza pagare o contraccambiare. Una versione più nobile del vocabolo “parassita”.

Infatti, questi individui, vivono alle spalle degli altri, creando fastidi e sono associabili per “pericolosità” solo agli iettatori. Ne esistono svariate tipologie, ma tutte andrebbero evitate rigorosamente: quelli che saccheggiano il frigo, quelli che fumano a spese altrui, quelli che prendono in prestito eterno (per così dire) le cose, libri e quant’altro senza restituirle, ecc. Ma lo scroccone appartiene ad una categoria di persone che esiste da sempre, come ci  riferisce il poeta latino Marziale (Epigrammi, XII, 82), quando racconta di come un tizio riesce a scroccare il pranzo ad un altro e dei suoi infiniti stratagemmi.

Ma l’espressione, usata un p’ in tutta Italia anche in diverse forme, sembra essersi diffusa a partire dal XVI secolo. Infatti il detto “andare a scrocco” è sinonimo di “andare a Ufo“, (Ad Usum Florentina Opera), infatti si narra che i carri che portavano i materiali necessari per la costruzione della chiesa di Santa Maria del Fiore (dichiarati esentasse) riportassero la sigla AUFO . L’altra ipotesi è che la sigla AUF (Ad Usum Fabricae) si trovasse sui blocchi di marmo destinati alla costruzione della Basilica di San Pietro e quindi esenti da dazi, poiché riservati ad un’opera vaticana. Altre varianti del detto sono: “vivere a ufo, mangiapane a ufo”.

Il termine scroccone utilizzato nel meridione ed in particolar modo nel napoletano, deriverebbe dal latino “scroc“, briccone, furfante, mentre alcuni lo fanno risalire al termine francese “écrocher“, uncinare o dallo svedese “Krok“, uncino, ad indicare “colui che arraffa”. Ciò che sembra certa è la sua origine nell’ambito culinario, nel senso del farsi invitare a pranzo, infatti lo scroccone era detto anche “Mangiaminestre” o “Cavalier del dente”, cioè colui che faceva la corte ad una donna solo per amor del cibo.

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