Castellammare, fuochi illegali e insulti al sindaco nella notte dell’Immacolata

La notte dell’Immacolata a Castellammare ha rappresentato una delle pagine più tristi della storia della città. Non solo vi sono stati diversi fuochi accesi illegalmente, ma spesso i “fucaracchi” sono stati accompagnati da urla e insulti rivolti al sindaco Cimmino.

Il primo cittadino stabiese aveva infatti vietato l’accensione di fuochi in onore della Madonna per la notte dell’Immacolata, al fine di evitare assembramenti in città e scongiurare altri problemi di sicurezza. Ciononostante, sono stati centinaia i “fucaracchi” illegali ai quali i cittadini hanno dato il via in opposizione alle istituzioni.

A colpire, tuttavia, sono soprattutto gli insulti rivolti al sindaco Cimmino. Quanto accaduto durante la notte dell’8 dicembre ha riportato alla mente degli stabiesi un altro triste episodio: il falò che venne allestito nel 2018 dalla camorra, nel quartiere Aranciata Faito, sul quale campeggiava uno striscione di minacce ai collaboratori di giustizia.

Anche Gaetano Cimmino ha notato questa analogia, e ha espresso la sua opinione riguardo alle vicende dell’Immacolata in un post sulla sua pagina Facebook:

Quegli insulti al sindaco nella notte della festa dell’Immacolata, urlati come un coro da stadio davanti ad un falò illegale, e che rimbalzano in queste ore sui social, fanno male non tanto a me quanto ancora una volta alla città intera. Non posso tollerare una città che si arrende all’illegalità, vedo occhi spenti che non riescono a vedere le potenzialità di questa terra

Quella brava gente avrebbe dovuto insultare i camorristi che nel 2018 hanno tramutato la tradizione in una vergogna nazionale. In quel momento, quella notte di tre anni fa, abbiamo raggiunto un punto da cui è complicatissimo tornare indietro e cancellare tutto. Esiste e persiste in città un degrado sociale e culturale che stiamo provando ad estirpare con ogni nostra forza.

E ancora: sarebbe stupido credere che tutti quelli che mi hanno insultato siano camorristi o che siano persone abituate a delinquere, a violare la legge, a sfidare lo Stato. E’ bene chiarirlo: quegli episodi sono da condannare e senza ma, e se dovessero partire delle indagini ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità”.

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