Ercolano, la camorra trema: si pente il fratello del boss Birra

Camorra

Da una interminabile scia di sangue, provocata nel corso degli anni, Antonio Birra ora potrebbe ritrovarsi ad essere causa di una grossa scia di arresti. Il fratello del boss Giovanni, a capo di uno dei principali clan camorristici di Ercolano, infatti, ieri mattina ha deciso di collaborare con la giustizia e di diventare un pentito.

La decisione – secondo quanto riportato dall’edizione odierna del portale cronachedellacampania.it – sarebbe arrivata nella giornata di mercoledì davanti ai giudici della quarta sezione della Corte d’Assise del tribunale di Napoli. Antonio Birra per affrontare il processo contro la sua persona relativo agli omicidi di Giorgio Battaglia, Salvatore Oliviero e Antonio Papale, membri di gruppi criminali con i quali per decenni i Birra si sono contesi il mercato della droga e del malaffare tra le strade della città degli Scavi e del Vesuvio.

Già imputato e condannato all’ergastolo per le uccisioni di altri uomini di camorra, quali Ciro Cozzolino e Costanzo Calcagno, Antonio Birra – in maniera del tutto inaspettata ed improvvisa – da ieri ha deciso di raccontare per filo e per segno fatti e misfatti di una guerra tra clan che per anni ha seminato morte, violenza e paura tra gli abitanti di Ercolano.

Un ulteriore aiuto, dunque, arriverà ben presto alle forze dell’ordine e ai magistrati impegnati nel neutralizzare definitivamente la camorra ercolanese, già da anni messa alle strette dalle numerose operazioni di polizia e carabinieri e dalla costituzione – nel MAV – di un centro antiracket che ha estirpato dalla cittadina vesuviana il pizzo.

Si prosegue, quindi, sulla scia dei ben sette ergastoli comminati appena dieci giorni fa ai membri dei clan di camorra Papale e Ascione dal magistrato della Corte d’Assise di Napoli, Carla Spagna. I sette sono stati, infatti, ritenuti colpevoli degli omicidi di Giovanni Scarrone, Vincenzo Abbate e Salvatore Madonna, appartenenti proprio al clan rivale degli Ascione.

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