Il Vesuvio rinasce: 10mila alberi per ripopolare il Parco Nazionale

Un albero per ogni iscritto ercolanoParte da Ercolano l’iniziativa “Un albero per ogni iscritto” lanciata da Italia Viva su scala nazionale. Un centinaio di alberi sono stati piantumati questa mattina in diverse zone della città in attesa delle autorizzazioni necessarie per poter collocare diecimila fusti nelle aree del Parco Nazionale del Vesuvio colpite dagli incendi del 2017. Oltre 50 esemplari tra pini, lecci ed eucalipto sono stati messi a dimora in un’area verde ricavata a ridosso di una caseggiato popolare in via Cupa Viola nella parte alta della città, mentre gli altri sono stati piantati nel giardino circostante la scuola elementare “Giulio Rodinò” in via IV Novembre insieme a decine di studenti che frequentano l’istituto.

alberi vesuvio«Per ogni iscritto, sarà piantato un albero: questo aveva promesso Matteo Renzi alla Leopolda ed oggi abbiamo cominciato a mantenere quella promessa – dice Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore di Italia Viva -. Dopo Firenze il primo comune è stato proprio Ercolano e iniziamo dal Vesuvio per lanciare un messaggio netto e chiaro a sostegno dell’ambiente in un territorio che nel 2017 venne devastato dagli incendi. Proseguiremo questa iniziativa in tutta Italia mantenendo fede a quella promessa: per ora sono circa 25mila, ma contiamo di crescere e piantare ancora tanti alberi».

«È positivo che questa iniziativa parte dalle aree della città più popolate per dare un segnale concreto del nostro impegno e per donare un po’ di verde alle zone maggiormente urbanizzate – dice il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto – Sia nel contesto del caseggiato popolare che all’interno della scuola, mi auguro che chi vive quotidianamente quei luoghi possa prendersi cura e preservare questi alberi che nel giro di qualche anno cresceranno diventando un polmone verde per centinaia di residenti. Ripopolare la vegetazione del Vesuvio, poi, oltre al significato simbolico, rappresenta una grande sfida per riportare vita in un’area-simbolo del Paese tragicamente devastata dagli incendi di due anni fa».

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