Da Ercolano a Madrid, i papiri antichi giungono alla casa del Lector

Da Ercolano a Madrid, i papiri antichi giungono alla casa del Lector

Per la prima volta i rotoli antichi custoditi nella Biblioteca nazionale di Napoli, lasciano la loro casa per giungere a Madrid. L’obbiettivo è quello di diffondere i tesori culturali della Campania anche in Spagna in virtù delle radici storiche che condividono. I dettagli su IlMattino.it

«In questi tempi in cui si tende a dimenticare il passato, questa mostra è un’occasione per avvicinare il visitatore alla cultura dell’antica Roma. Ricostruiamo virtualmente le singole stanze della Villa dei Papiri, dimora di Lucio Calpurnio Pisone Cesonino; mostriamo il contenuto della sua biblioteca attraverso la scrittura e la lettura, principali strumenti di trasmissione del sapere. E rendiamo omaggio al re comune, quel Carlo III che non dimenticò mai la sua Napoli».

Per riscoprire le atmosfere della mitica Villa dei Pisoni bisogna venire a Madrid, nella Casa del Lector – sede della Fondazione German Sanchez Ruipierez – diretta da Cesar Antonio Molina. L’ex ministro di cultura ed ex direttore dell’Istituto Cervantes è un anfitrione d’eccezione per la visita in anteprima della mostra che da domani al 23 aprile, vedrà protagoniste Ercolano, Pompei e Napoli: l’esposizione coordinata dalla Casa del Lector con il Museo archeologico virtuale di Ercolano (Mav), con la Biblioteca Nazionale e del Museo Archeologico di Napoli – dai quali provengono oltre 100 dei reperti archeologici esposti – e il contributo del Museo Arqueologico Nacional di Madrid, la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, il Patrimonio Nacional e il Museo de Ciencias Naturales Csic.

«L’idea di partenza – spiega Molina – è spiegare come le nuove tecnologie, che tanto amiamo, non nascono dal nulla, ma si sono sviluppate nei secoli intorno alla scrittura e alla lettura. La biblioteca ercolanese, quasi esclusivamente composta da testi di filosofia epicurea di Filodemo di Gadara, è l’unica dell’antichità che si conserva, paradossalmente protetta proprio dall’eruzione del Vesuvio». L’itinerario introduce lo spettatore in una prima parte che racconta il modo di leggere e scrivere nell’antica Roma, attraverso gli strumenti artigianali originali usati – stilus, tavolette cerate, calamai – e soprattutto, i papiri custoditi dalla Biblioteca Nazionale, i rotoli sopravvissuti sotto montagne di cenere. T

Testimonianze del passato che rivivono anche nella spettacolare ricostruzione virtuale fatta dal Mav con installazioni multimediali ad hoc: «Le nuove tecnologie fanno sì che il visitatore possa immergersi in un universo multisensoriale che funziona come una macchina del tempo», osserva Molina. E mentre ci inoltriamo fra pitture e affreschi pompeiani, approdiamo nella sala in cui campeggia l’incredibile macchina dell’abate Antonio Piaggio per srotolare i papiri. È la seconda sezione dell’esposizione, che illustra gli scavi archeologici voluti da Carlo III e i libri del VIII secolo che comunicarono quelle scoperte all’intera Europa. Qui è esposto l’unico papiro che si conserva integro, il celebre 1493, lungo 3,40 metri, che ha lasciato per la prima volta la Biblioteca Nazionale di Napoli, seguendo meticolose norme di sicurezza, scortato dal direttore Mauro Giancaspro e dai curatori delle sezioni papiri, Sofia Maresca, e manoscritti, Vincenzo Boni.

Qui Molina attiva un grande schermo tattile, che riproduce il papiro srotolato e che offre al visitatore la traduzione del testo dal greco antico allo spagnolo. «Concepita per il grande pubblico, questa mostra avrà un effetto di diffusione culturale dei tesori della Campania, che ogni spagnolo dovrebbe conoscere perché parte integrante di un passato condiviso», dice Molina concludendo: «Bisogna ispirarsi alla rilettura della Villa dei Papiri per intravedere una lettura del nostro tempo, e la lettura del futuro».

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