La Scuola di Resina. Pittori di fama internazionale partiti dalla nostra Ercolano

 

De Gregorio Anacapri 1874
Anacapri, 1874, De Gregorio

La Scuola di Resìna è stata espressione di un movimento artistico di cui hanno fatto parte importanti pittori. Il suo periodo di attività va dal 1863 al 1867. I pittori si riunivano a Resìna, l’attuale Ercolano, e davano vita alle loro opere. Il movimento era decisamente antiaccademico e si ispirava a quello dei Macchiaioli, attivi a Firenze. La loro tecnica si proponeva di cogliere attimi della realtà, l’immediatezza dell’impressione. Tra i partecipanti abbiamo nomi illustri, alcuni dei quali hanno lasciato il segno anche all’estero.

Marco De Gregorio (Resìna,1829 – Resìna, 1876), pittore al quale a Ercolano è intitolato una scuola, frequentò l’Istituto di Belle Arti di Napoli e dette vita insieme a Federico Rossano alla Scuola di Resìna. Si recò a Firenze per conoscere i Macchiaioli a cui ispirò tutta la sua produzione artistica. Le sue opere sono custodite in parte al Museo Nazionale di Capodimonte e in parte al Museo Diego Aragona Pignatelli Cortés a Napoli.

Federico Rossano (Napoli, 1835 – Napoli, 1912) dopo aver frequentato la Reale Casa del Disegno a Napoli, cambiò indirizzo preferendo seguire i corsi di pittura. Dopo aver fondato la Scuola Di Resìna insieme a Marco De Gregorio, si trasferì a Parigi,rimanendovi per vent’anni e seguendo da vicino il movimento impressionista. Espose le sue opere tra Parigi,Vienna e Londra. Nel 1893 ritornò a Napoli ottenendo la cattedra di pittura alla Reale Casa del Disegno fino al 1903. Le sue opere sono diversamente custodite tra la Galleria di Capodimonte,la Galleria d’Arte Moderna di Roma,nella collezione Grassi di Milano.

Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 1884) è stato un pittore legato alle correnti verista e impressionista. Si iscrisse alla Accademia di Belle Arti di Napoli da cui fu espulso due anni più tardi per la sua insofferenza agli schemi.Entrato a far parte della Scuola di Resìna, dedicò la sua opera a paesaggi porticesi, partenopei, barlettani. Parti per Firenze, per conoscere da vicino i Macchiaioli, e dopo aver girato Napoli, Barletta, Roma,Firenze, Palermo,Venezia, Torino, nel 1867 si trasferì a Parigi. Lì conobbe artisti del calibro di  Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérome. Nel 1869 espose per la prima volta al Salon;l’apice della sua carriera lo toccò nel 1874, data indicativa per la nascita del movimento impressionista,quando espose nello studio del fotografo Nadar. Fu insignito della Legion d’onore e una sua opera,”Le rovine delle Tuileries, acquistata dal governo per il Museo Nazionale di Lussemburgo.

Colazione_in_giardino
Colazione in giardino, 1882, De Nittis

 

Adriano Cecioni (Fontebuona, 1836 – Firenze, 1886) dopo aver compiuto gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze ,seguì lo stile dei macchiaioli. Dal 1863 al 1867 si trasferisce a Portici prendendo parte alla Scuola di Resìna, contribuendo a fondere lo stile macchiaiolo con il naturalismo partenopeo. In seguito alla fine dell’avventura partenopea si trasferì di nuovo a Firenze, poi a Londra e Parigi.  Qui lavorò come caricaturista per il periodico Vanity Fair. Nel 1884 fu incaricato della cattedra al Magistero di Firenze.

Antonino Leto (Monreale, 1884 – Capri, 1913) si forma a Napoli apprendendo da Adriano Cecioni. Soggiorna a Firenze, poi a Parigi e a Portici dove entra in contatto con la Scuola di Resina. Dopo un periodo in Sicilia,decide questa volta di fermarsi a Capri, dove vi soggiornerà fino al 1913. Qui ritrae i paesaggi più caratteristici dell’isola e i suoi abitanti. Nel 1889 è presente alla Esposizione Universale di Parigi ,dove otterrà consensi da pubblico e critica. Le sue opere sono custodite in vari Musei, tra cui quello di Capodimonte a Napoli, quello di Monreale, la Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Nicola Palizzi (Vasto, 1820 – Napoli,1870) anch’egli esponente della scuola di Resina, studiò all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue prime opere erano dedicate principalmente a paesaggi  e tramonti, a testimonianze dal vivo di terremoti ed eruzioni. Viaggiò tra Roma, Firenzee Parigi. Proprio nella capitale francese ebbe modo di conoscere le tecniche della Scuola di Barbizon e di Gustave Courbet.

Palizzi_Nicola
Veduta di Napoli, 1843, Palizzi

 

 

Ecco un chiaro esempio e motivo di orgoglio nel sapere che alcuni pittori, forse in Italia poco conosciuti e a cui si dà poca importanza nei libri di scuola, siano partiti da Resìna, per poi definire la loro carriera all’estero, aumentando il loro prestigio e quello della nostra città che ha dato loro modo di sperimentare nuovi stili, dando libero sfogo alla loro fantasia.

 

fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_di_Res%C3%ACna

http://www.positanonews.it/articolo/77072/la-scuola-di-resina-la-repubblica-della-luce