Foto. Domenica allo Zoo di Napoli, tre mesi per cambiare volto

Zoo di Napoli

Sono decenni, ormai, che lo Zoo di Napoli è in condizioni di degrado sia economico, che strutturale. Sopratutto negli ultimi venti anni l’area di oltre 80.000 metri quadri di Fuorigrotta è stata sede di scandali, legati alle condizioni degli animali ed a tragici decessi, ed è passata di mano in mano fra vari imprenditori che male hanno investito o, in molti casi, non hanno investito affatto. Dal 2013 lo Zoo è giunto nelle mani dell’imprenditore napoletano Francesco Floro Flores che sta credendo realmente nella sfortunata struttura, investendo già più di 2 milioni di euro.

L’ingegnere sta profondendo un notevole sforzo economico, sobbarcandosi l’onere di ridare lustro ad una struttura mai famosa per qualità. Un impegno che dovrebbe permettere allo zoo di Napoli, nel giro di qualche altro mese di modificare completamente volto rispetto a com’era una volta.

Certo, i problemi restano tanti e, spesso, di difficile risoluzione, come la condizione regressa di alcuni ambienti e di alcune gabbie: come abbiamo già evidenziato. Inoltre, sulla nuova gestione pende un’interrogazione parlamentare mossa da due deputati del Movimento 5 Stelle. Nella mozione si evidenziano le condizioni inaccettabili di alcune strutture, ma, sopratutto, si denunciano alcune particolarità del contratto con il quale l’imprenditore ha ottenuto lo Zoo: secondo quanto riportato nell’interrogazione la vasta area sarebbe stata ceduta dal comune per un canone mensile esiguo e in assenza di alcune formalità.

Zoo di Napoli - zebra

Abbiamo quindi, dopo questa iniziativa, deciso di visitare attentamente l’area per capire quanto è stato fatto dal 2013 ad oggi e quali sono le possibilità di miglioramento. Nonostante la strada per raggiungere la zona, quella di Edenlandia, sia in condizioni fatiscenti fra buche ed erbacce, marciapiedi distrutti e cassonetti ribaltati, l’ingresso allo Zoo è stato completamente ristrutturato, pur conservando la vecchia struttura e i materiali storici.

Zoo di Napoli - percorso

Entrando e seguendo il tragitto ordinario ci si accorge subito che qualcosa è cambiato. L’area degli animali da fattoria è molto diversa rispetto a qualche anno fa: dove una volta c’era un grande spiazzo di fango con pochi animaletti lasciati lì solo per far giocare i bambini, ora è possibile vedere più zone divise a seconda delle specie conservate e ben caratterizzate. C’è il recinto per le capre, per i maiali, per i muli, tutti fatti per rispettare le biodiversità e le abitudini dei vari animali. “Le aree – ci assicurano – tendono ad incentivare la riproduzione e la conservazione delle specie ospitate”. Inoltre: “l’intera zona è creata per avvicinare i bambini agli animali ed insegnar loro il rispetto per la natura: in molti recinti è possibile far entrare i piccoli e fargli dare da mangiare agli animali con prodotti forniti da noi, adatti e non nocivi”.

Di rimando però la stradina che consente di attraversare l’intera zona, in una giornata piovosa come quella in cui ci siamo imbattuti, si riempie di pantani e fanghiglia a causa della vecchia pietra: camminare in un simile acquitrino risulta difficile dal momento che la pietra diventa molto scivolosa e poco adatta sopratutto ai più piccoli. Tale pavimentazione sarà completamente sostituita.

Zoo di Napoli - particolare dell'area fattoria
Zoo di Napoli – particolare dell’area fattoria

Subito dopo i piccoli animali, come gradita sorpresa, è arrivata la struttura che, nei prossimi giorni accoglierà un nuovo elefante. Qualche anno fa l’elefantessa dello Zoo, ora morta di vecchiaia, viveva in uno spazio ridotto e deprimente, ora il nuovo arrivato potrà contare su tre ambienti diversi, dedicati ognuno alle sue specifiche esigenze come bagnarsi, insabbiarsi, camminare e dormire.

Zoo di Napoli - area elefanti
Zoo di Napoli – area elefanti

Purtroppo, proseguendo, abbiamo notato come le tigri siano ancora nella stessa condizione di sempre: enormi felini chiusi in gabbie troppo piccole e fatte di cemento. Tuttavia dovrebbe essere una situazione transitoria che terminerà fra un paio di mesi, quando verrà inaugurato il nuovo ambiente interamente adibito ai nobili felini striati. Lo spazio è veramente vasto e munito di flora ed acqua adeguate per garantire alle tigri le migliori condizioni possibili in cattività, speriamo solo che il loro trasferimento avvenga il più presto possibile.

Zoo di Napoli - prossima area delle tigri
Zoo di Napoli – prossima area delle tigri

Fra le innovazioni, oltre al rettilario e alla ristrutturazione degli ambienti di orsi e foche, anche un’intera area, simile a quella delle tigri, ma dedicata agli erbivori della savana. Dopo decenni torneranno allo Zoo di Napoli anche giraffe ed ippopotami e popoleranno questa vasta zona. Tuttavia l’area si trova nella parte più esterna del complesso e affaccia direttamente sulla strada.

Zoo di Napoli - prossima area savana
Zoo di Napoli – prossima area savana

In conclusione il nuovo Zoo di Napoli è ancora in evoluzione, ancora in “lavori in corso”, ma sempre meglio dell’abbandono di tempo fa. La strada per definirlo una struttura funzionale è ancora lunga: alcuni edifici ed arredi sono invariati da oltre trent’anni, ma diversi sono gli spunti di miglioramento.

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