Napoli, sarà realizzato il Monumento per le vittime del Sud durante l’Unità d’Italia

Briganti - Nicola Napolitano
Bersagliere si fa ritrarre con l’appena ucciso brigante Nicola Napolitano

“Nel 1860 il popolo del Regno delle Due Sicilie venne massacrato, stuprato, derubato e infine colonizzato dalle truppe sabaude. (…) Nessun libro di scuola riporta quanto accaduto nella sua reale dimensione. Nessun monumento lo ricorda. Nessuna strada è intitolata alle vittime dell’invasione. Il grido di dolore di un popolo annientato è ancora intrappolato nello spazio e nel tempo.”

Queste sono le parole usate dalla neo-comunità social ‘O Monumento, la quale propone la realizzazione simbolica di un monumento che commemori le vittime partenopee di 155 anni fa, quando in nome dell’Unità del paese, l’esercito Sabaudo invase le terre del sud, annettendole al proprio dominio.

A realizzare l’opera lo scultore Daniele Sepe, il quale ha già realizzato diverse sculture sia al Vaticano che nel resto del paese e che, inoltre, ha dichiarato di mettere a disposizione la sua arte a titolo gratuito.

Un progetto dalle basi abbastanza solide, visto la partecipazione di diverse personalità politiche e associazionistiche: a promuovere, infatti, l’opera è stata Annamaria Pisapia di MO Unione mediterranea, un’iziativa alla quale hanno poi dato il proprio sostegno varie pagine identitarie, tra cui quelle dei Meridionalisti Democratici,  Terroni di Pino Aprile, Movimento Neoborbonico e altri. Tuttavia, le porte per la partecipazione sono del tutto aperte.

Anche la location sarebbe stata scelta e sarebbe la zona circostante alla Ferrovia, con l’avvenuto consenso del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Ma ‘O Monumento”, informa il gruppo, “sarà firmato dal Popolo Napoletano perché una simile iniziativa va a segno se raccoglie il consenso di tanti” ed è per questo che è stata indetta una sottoscrizione pubblica per chi volesse contribuire alle spese: la somma da raggiungere è di 3.000 euro e, tra poco tempo, saranno comunicate le modalità per la raccolta fondi. Cosa essenziale, per ora, è la volontà di partecipare ad un’opera collettiva, che racconti il sangue versato e sconosciuto. Che commemori il sudore di uomini legati alla loro terra, fino a morire per essa.

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