L’alta moda a Napoli con Dolce & Gabbana, ma i media nazionali tacciono. Non è Gomorra

dolce e gabbana

È noto che l’Italia sia conosciuta in tutto il mondo come la patria della moda. Una realtà confermata dai numerosi eventi internazionali che ogni anno ospitiamo e che attirano le attenzioni dei media provenienti da ogni angolo del pianeta. D’altro canto, anche reti televisive e giornali del nostro Bel Paese non fanno altro che enfatizzare queste manifestazioni, accendendo su di loro riflettori spesso esagerati e ridondanti: questo o quello stilista invadono televisioni e social, modelle ed ospiti internazionali che manifestano l’amore per Milano ed esaltano le bellezze della nostra nazione.

Da oggi, 7 luglio, è iniziato a Napoli l’evento organizzato dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana per celebrare i loro 30 anni di carriera nel regno dell’alta moda. Si tratta di una delle manifestazioni glamour più importanti e rinomate che il nostro paese abbia mai ospitato, con l’arrivo di star internazionali di altissimo livello che già hanno ormeggiato costosi yacht sui nostri lidi. Come madrina d’eccezione è tornata in patria persino Sophia Loren, che presenzierà per tutti i quattro giorni dell’evento. Se per la “Settimana della moda” di Milano i media iniziano a parlare di stilisti e collezioni almeno un mese prima, figuriamoci per questo evento unico. Sicuramente ogni telegiornale starà dedicando un servizio al giorno sugli arrivi illustri a Napoli o le prime dichiarazioni, sopratutto considerando che Dolce & Gabbana stanno girando da settimane per il nostro centro storico, manifestando sempre la loro ammirazione per la città che li ospita.

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Invece non accade niente di tutto questo: i media nazionali tacciono, i giornali, escludendo quelli più legati al territorio, non hanno dedicato neanche un approfondimento all’impresa degli stilisti, nemmeno un accenno ai probabili ospiti in arrivo, del calibro di Shakira e Jennifer Lopez. Non un servizio su Napoli pronta ad accogliere la moda mondiale, su come la storia dei nostri vicoli abbia ispirato gli ultimi lavori di D&G o di come i cittadini stiano reagendo a questa organizzazione mastodontica. Perché questo silenzio? Disattenzione dei media? Giornali e telegiornali che parlano anche delle fiere più assurde e di cattivo gusto non vedono un evento da milioni di euro? Forse potrebbe trattarsi di una questione di sponsor, magari non è stato pubblicizzato a dovere sul piano nazionale. Eppure un evento del genere non ha bisogno di presentarsi al pubblico ed ospiti di questo livello non devono essere annunciati.

I più maliziosi, i più abituati a notare questo tipo di comportamenti, potrebbero pensare che la ragione sia sempre la solita: la colpa non è dell’evento o degli stilisti, la colpa è Napoli. Moda significa Milano, moda significa Piazza di Spagna a Roma o Pitti a Firenze. Cosa c’entra Napoli con la moda? Forse i media nazionali sono troppo abituati a parlare di immondizia e Camorra per poter improvvisamente cambiare rotta ed ammettere che la nostra città è anche bellezza, arte, glamour e ricchezza. Forse i napoletani sporchi, ignoranti e con i “risvoltini” non sono degni, per il resto d’Italia, di apprezzare e comprendere l’alta moda. Forse in troppi dimenticano ancora che prima che nascesse la pizza e le belle canzoni, prima che nascesse la Camorra e prima dell’emergenza rifiuti, Napoli diffondeva moda, cultura ed arte nelle capitali di tutta Europa.

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